Pier Silvio loda Giorgia e apre a Vannacci
Pier Silvio Berlusconi, presidente e amministratore delegato di Mfe-Mediaset, durante l'illustrazione alla stampa della programmazione di Mediaset, Milano, 9 luglio 2026 (Ansa)

È un Pier Silvio in buona forma, quello che mercoledì sera negli studi di Cologno Monzese ha tenuto banco per tre ore illustrando il progetto di tv europea perseguito da MediaForEurope (Mfe), il boom di audience a ruota della Ruota della fortuna e le nuove proposte per la stagione 2026-2027. Ma non si è risparmiato nelle risposte a tutto campo anche su Roberto Vannacci, Donald Trump e Giorgia Meloni.

Rispetto ad altre uscite, sembra subire meno la fascinazione politica, ma qualcosa dice lo stesso. «Gli attacchi di Trump mi hanno infastidito. Stimo il primo ministro, meglio di come si è comportata Giorgia Meloni sarebbe difficile. Ha mostrato equilibrio nel preservare l’alleanza, ma senza mollare il punto. Sono orgoglioso di essere italiano e da italiano devo essere con lei e sono con lei». Il passaggio sul fenomeno Vannacci sembra invece correggere l’aut aut posto di recente dalla sorella Marina tra Forza Italia e il generale. Se alla fine rientrasse nella coalizione, come dovrebbe comportarsi il partito di Antonio Tajani che è venuto qui a Cologno per confrontarsi con voi? «Non ho la presunzione di dire né al governo né a Forza Italia come devono agire nei confronti del generale. È un bravo comunicatore, ma un conto è la propaganda, un altro scrivere un programma politico. Vedremo se quello di Vannacci sarà coerente e compatibile con quello del centrodestra e di Forza Italia».

Dunque, Berlusconi jr è in forma nonostante l’incidente automobilistico subito alla vigilia del terzo anniversario della morte del padre, al quale si è comunque presentato tonico («volevo fosse una festa con tutti i dipendenti») come stasera. E allora, via a raccontare la nuova tv europea che dall’Italia si allarga alla Germania, dove ora Mfe possiede il 75% di Prosiebensat1, e comprende Austria e Svizzera, oltre al Portogallo, che si aggiunge alla Spagna, dove c’è da sempre. Quest’anno sono successe molte cose. «Non c’era La Ruota della fortuna che ha cambiato un po’ le sorti della tv italiana», rivendica «con orgoglio. E non eravamo ancora sbarcati né in Germania né in Portogallo, per realizzare un agglomerato di tv europea che si poggia sulla tv generalista».

Si vede che è una visione che lo motiva perché era già nelle ambizioni di Silvio Berlusconi, quando alla spagnola Telecinco abbinò la francese La Cinq. «Ci lavoriamo come pazzi da settembre», dice Pier Silvio. «Però, a un certo punto, ho capito che dovevamo ripartire da quello che siamo, editori televisivi, investendo sul prodotto, in controtendenza con i broadcaster che disinvestono». Serve un’evoluzione basata su «integrazioni e sinergie…». L’ad di Mfe ripete la parola «coraggio» per fronteggiare le multinazionali digitali con «la creazione di nuovi contenuti davvero crossmediali». I dati consentono buone dosi di ottimismo perché positivi sia in termini di audience che di fatturato. E in anticipo sulle previsioni nel conseguimento degli obiettivi (nel 2025, rispetto al 2020, +149% di ricavi, +117% nell’utile netto e +140% nell’impiego di personale). «Non siamo un fast food internazionale. Anche sul digitale dobbiamo far vivere i nostri contenuti, creando un’unica digital platform europea», annuncia, facendosi aiutare da slide che evidenziano la presenza di quattro marchi del gruppo (Verissimo, Grande Fratello, Amici e Zelig) nella top 5 dei social network italiani (il quinto è X-Factor). In uno scenario che comprende le guerre, la variabile Trump e la concorrenza digitale, «la battaglia è tostissima. Ma noi siamo forti perché unici, siamo grandi perché europei», sottolinea Pier Silvio. Evidenziando, in realtà, una dicotomia tra prospettiva continentale e dimensione locale non facilissima da comporre.

Dopo la parte visionaria, tocca a Federico di Chio, direttore generale Marketing strategico, la comunicazione dei risultati della stagione trascorsa e dell’offerta della prossima. I numeri sorridono al Biscione. In prima serata (20.30-22.30) sul totale individui, fino al 10 giugno, cioè prima dell’inizio dei Mondiali di calcio, Mediaset conquista il 38,9% mentre la Rai si ferma al 36,9. Se invece si arriva fino al 4 luglio, Mediaset sale al 39,2% e la Rai si assesta al 37. Cioè, a sorpresa, con i Mondiali, il vantaggio del Biscione aumenta (forse diminuirà ora che i match diventano più interessanti). Ovviamente, il divario è maggiore nel target commerciale 15-64 anni. Su tutto, si stende l’influenza magica della Ruota della fortuna, «vincente tre sere su quattro su Affari tuoi». Nell’ultima stagione tra le 20.30 e le 22.30 lo share di Canale 5 è passato dal 14,3 al 21,3%, 7 punti in più che corrispondono a «un incremento del 50%», rimarca di Chio. Per la nuova stagione, oltre alle conferme dei marchi classici targati Maria De Filippi, al Grande Fratello vip, a un’edizione rinnovata dell’Isola dei famosi condotta da Selvaggia Lucarelli, Canale 5 punterà su alcuni eventi. Si comincia con Una storia importante con Eros Ramazzotti, poi Dive (con le grandi interpreti della canzone italiana), uno show con Gigi D’Alessio per celebrare la canzone napoletana, Un paese mille canzoni diretto dai Pooh e i concerti di Irama, Achille Lauro, Emma e Giorgia. Nella fiction, oltre ai ritorni delle serie con Sabrina Ferilli e Vanessa Incontrada, spicca Il mio nome è Carlo, tv movie sulla vita di Carlo Acutis, programmato il 12 ottobre, nel ventennale della morte. In seconda serata tornerà Risiko di Federico Rampini e spunterà un approfondimento politico di Bianca Berlinguer che, invece, su Rete 4 si sposterà al mercoledì. «È una decisione mia», fa sapere Pier Silvio. «Credo abbia senso che si smarchi da un prodotto concorrente che guarda dalla stessa parte. Andrà in onda al mercoledì e al martedì Milo Infante, che condurrà anche Ore 11», dice a conferma delle indiscrezioni dei giorni scorsi.

La novità è il raddoppio dell’access primetime, con Paolo Del Debbio dal lunedì al giovedì e Realpolitik dal venerdì alla domenica. «Non è una bocciatura di Tommaso Labate, il 4% di media lo considero un buon risultato», chiarisce Mauro Crippa, direttore generale dell’Informazione del gruppo. Tutte le altre prime serate della rete all news restano confermate.

Espressa la soddisfazione per l’acquisizione delle Atp finals di tennis di Torino, negato qualsiasi veto alla collaborazione di Barbara D’Urso con la Rai, esternata l’apertura ad Amadeus, «se c’è un progetto editoriale», ora che Urbano Cairo ha detto che i rinnovi contrattuali non sono automatici, va registrata quella verso Enrico Mentana: «Per lui nutro stima, affetto e gratitudine in quanto fondatore del Tg5, perciò porte aperte», butta lì Berlusconi jr, e se son rose… Si chiude sull’agognato anticipo della prima serata: «Se la Rai, che è servizio pubblico, accorcia l’access, noi che siamo tv commerciale, la seguiremo. Un paio di stagioni fa noi avevamo ridotto il nostro, ma dalla Rai non abbiamo visto nessuna reazione. Perciò, adesso stiamo a guardare». E buona estate a tutti.

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