A scoppio ritardato «Rep» e «La Stampa» leggono Vannacci
Recensioni affidate ai veterani (perciò forse meno radicalizzati) Corrado Augias e Natalia Aspesi. Lucetta Scaraffia difende il libro: «Non demonizzatelo».
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Recensioni affidate ai veterani (perciò forse meno radicalizzati) Corrado Augias e Natalia Aspesi. Lucetta Scaraffia difende il libro: «Non demonizzatelo».
La crociata contro il testo di Roberto Vannacci si spiega solo in un modo: il legittimo dissenso attorno a un perimetro di realtà comune è stato soppiantato dalla polarizzazione totale.
A partire dalle 15 sul nostro sito sarà disponibile la video intervista.
L’esperto di comunicazione Alberto Contri: «Questa popolarità improvvisa è merito di chi voleva tappargli la bocca».
Roberto Vannacci punta il dito su Giuseppe Cavo Dragone, allora al Comando operativo interforze: «I soldati in Iraq furono esposti a uranio impoverito. Dopo le mie denunce ci sono stati atteggiamenti prevaricatori e vessanti nei miei confronti».
«Il mondo al contrario» surclassa «Tre ciotole», non solo su Amazon, anche in libreria. Fino a ieri la riserva indiana progressista. Le domande scomode del pamphlet spostano più del battage mediatico.
Il pugno duro può trasformare il militare in martire. L’assoluzione piena umilierebbe Guido Crosetto. Più probabile l’accantonamento o lo spostamento in una sede all’estero.
La dem Pina Picierno dura: «Per la destra il razzismo è un’opinione ma Roberto Saviano va querelato». Riccardo De Corato punzecchia Matteo Salvini.
Il destino dell’imputato appeso agli articoli del codice che regolano la libertà di parola.
Secondo il legale del colonnello Carlo Calcagni, ammalatosi per l’esposizione alla sostanza, se la denuncia del generale fosse accolta, le cause diventerebbero penali e ai superiori verrebbe contestata la negligenza. «Coinvolto il 30% di chi è andato in missione».
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