raccolta fondi

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Oggi è l’ultimo giorno per aderire alla sottoscrizione aperta dalla Verità. I contributi a sostegno del vicebrigadiere Emanuele Marroccella sono stati continui, una generosità davvero grande quella dimostrata dai tantissimi lettori che hanno fatto versamenti sul conto corrente dedicato, e di cui ancora vedrete l’Iban per l’intera giornata di sabato 17 gennaio. Vi terremo informati sulla consegna dei vostri aiuti.
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Prosegue l’iniziativa della «Verità»: presto sarà creato un fondo per altri casi simili. I legali di Marroccella in attesa della comunicazione per pagare la provvisionale.

Non si arresta l’ondata di generosità nei confronti del vicebrigadiere Emanuele Marroccella. Ieri sera le donazioni erano arrivate a quota 380.000 euro, una cifra di gran lunga superiore alla provvisionale di 125.000 euro che il carabiniere deve pagare subito. È davvero straordinaria la risposta alla sottoscrizione aperta dalla «Verità» esattamente una settimana fa, con il contributo dei primi 5.000 euro.

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Gli italiani stanno col carabiniere non con i giudici

I lettori rispondono con grande generosità alla richiesta di aiutare il militare che ha ucciso un criminale per salvare un suo collega. Dimostrano che c’è ancora capacità di indignarsi e reagire a certe sentenze. Il 22 e 23 marzo il referendum sulla giustizia.

Cari lettori, oggi devo dirvi grazie. E non perché ogni giorno comprate La Verità, ma per la generosità con cui avete risposto al nostro appello. Giovedì scorso abbiamo raccontato l’incredibile sentenza che ha condannato un vicebrigadiere dei carabinieri non soltanto a tre anni di carcere per aver sparato - uccidendolo - a un ladro che aveva aggredito e ferito un collega, ma anche a risarcire la famiglia del malvivente con una provvisionale di 125.000 euro. Emanuele Marroccella secondo i giudici non avrebbe dovuto premere il grilletto, bensì voltarsi dall’altra parte.

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Il segretario Caforio: «“GoFundMe” ci ha bloccati, ora diamo una mano assieme».

«Abbiamo organizzato una raccolta fondi tramite il sito GoFundMe. In poche ore abbiamo raggiunto circa 10.000 euro, ma ieri mattina la raccolta è stata bloccata e le somme dei donatori sono state restituite». È sconcertato Carmine Caforio, in servizio attivo presso il Nucleo Radiomobile carabinieri di Roma, per lo stop di un’iniziativa a favore del collega vicebrigadiere Emanuele Marroccella, costretto a pagare nel giro di pochi giorni una provvisionale di 125.000 euro ai parenti del pregiudicato siriano Jamal Badawi, con quattro fogli di espulsione in tasca, ucciso dopo che aveva ferito un militare nel corso di un furto. Marroccella, originario di Napoli, è stato condannato dal tribunale di Roma a tre anni (malgrado la richiesta del pm di due anni e sei mesi), per «eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi», senza attenuanti generiche.

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Raccolta fondi per il gioielliere condannato perché si è difeso
I carabinierii e la Scientifica sul luogo della rapina alla gioielleria Mario Roggero (nel riquadro) a Grinzane Cavour, Cuneo, 28 aprile 2021 (Ansa)
Società civile ed esponenti politici si muovono per Mario Roggero. I familiari dei ladri uccisi vogliono tre milioni di risarcimento.

Ha reagito all’assalto di una banda di rapinatori e si è beccato una condanna a 14 anni di carcere per duplice omicidio. Ha già versato 300.000 euro ai parenti dei suoi assalitori che adesso, non soddisfatti, pretendono oltre tre milioni di risarcimento. Ha affrontato le spese legali di due processi - con perizie, consulenze e visite mediche - e presto dovrà ricorrere in Cassazione per far valere, in tribunale, il suo diritto a difendersi nella vita reale da una rapina.

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