Eni, nuovo smacco per De Pasquale
Le motivazioni dell’assoluzione di Abubakar dall’accusa di corruzione internazionale demoliscono il teorema dei pm: «Amnesie e giustificazioni del teste Armanna? Risibili».
Le motivazioni dell’assoluzione di Abubakar dall’accusa di corruzione internazionale demoliscono il teorema dei pm: «Amnesie e giustificazioni del teste Armanna? Risibili».
Come annunciato dal magistrato a Brescia, l’ex manager Vincenzo Armanna ha depositato una consulenza sulle chat del finto complotto.
Pozzi fermi, economia al collasso. Secondo uno studio il processo all'Eni, risoltosi con «il fatto non sussiste», avrebbe avuto un effetto complessivo di 41 miliardi di dollari.
L’organizzazione internazionale boccia l’Italia: non contrasta sul serio la corruzione. Le sue fonti? I pm (sotto inchiesta) di Milano. Il Cane a sei zampe protesta: noi ignorati.
Un ex dipendente del Cane a sei zampe riferì ai magistrati milanesi, già nel maggio del 2019, che l'avvocato lo aveva informato di un misterioso gruppo di potere interessato a silurare l'ad. Ma la Procura ignorò la notizia.
Agli atti del procedimento di Brescia a carico di Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, le mail e le testimonianze sul clima avvelenato nella Procura di Milano. Gli affondi di Paolo Storari contro i vertici dell’ufficio: «Basta con le ritorsioni».
Marta Cartabia si è svegliata: ha alzato il telefono e ha parlato con il procuratore generale di Cassazione, Giovanni Salvi, chiedendo lumi su ciò che sta accadendo nelle Procure d'Italia a seguito delle rivelazioni di un pentito a orologeria. Il…
Dopo l’assoluzione a Milano, arriva quella del tribunale di Abuja per il caso Opl 245.
Fallito l'ultimo assalto di magistrati e grandi penne al cane a sei zampe, è giunto il momento di chiedere la conta dei danni. Il processo sulle fantomatiche mazzette per il giacimento nigeriano non doveva proprio iniziare: bastava leggere gli atti.
La Procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per i due magistrati milanesi accusati di aver nascosto prove potenzialmente favorevoli agli imputati di corruzione, poi tutti assolti «perché il fatto non sussiste».
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