In Ungheria è caccia agli oppositori. Ma sul premier «amico» l’Ue tace
Blitz nella sede di Fidesz. Magyar sulle dimissioni di Nagy: «Via un burattino di Orbán».
Blitz nella sede di Fidesz. Magyar sulle dimissioni di Nagy: «Via un burattino di Orbán».
Il Parlamento, su impulso del governo Magyar, ribalta la Costituzione e silura il presidente vicino all’ex premier. Bruxelles premia Budapest con 2 miliardi.
Il premier neoeletto gela Ursula sulla «Faz»: «Nuovo corso con l’Ucraina? Se darà diritti alla minoranza ungherese. Non rinuncerò all’energia dello zar, pure l’Europa tornerà a comprarla. Colloqui di pace a Budapest. E in Consiglio deve rimanere il diritto di…
Pressing della Commissione: se Budapest revoca subito il veto potrà avviare l’iter per ottenere i 37 miliardi congelati. Nel pacchetto anche altre sanzioni alla Russia.
I progressisti esultano per il nuovo premier ungherese. Che vuole chiudere le frontiere ed esalta Meloni. È l’ultimo cortocircuito dei compagni.
Il futuro primo ministro magiaro si mostra accondiscendente verso le richieste della Commissione, come quelle sullo Stato di diritto, per un motivo molto semplice: sbloccare i fondi, congelati per ricattare il suo predecessore, che sommati fanno il 17% del loro Pil.
Di sicuro, a dispetto della montagna di falsità raccontate in questi anni da media e politici, il popolo ungherese non ha perso dimestichezza nei riguardi della democrazia. Nel tardo pomeriggio di ieri, poco prima che le urne chiudessero, l’affluenza si…
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