De Benedetti ingrato demolisce i compagni dopo averli usati per fare i suoi affari
L’ex patron di «Repubblica» smonta Maurizio Landini, alleato di John Elkann, Enrico Letta ed Elly Schlein. Leader che appoggiava quando gli servivano.
Pagina 11
L’ex patron di «Repubblica» smonta Maurizio Landini, alleato di John Elkann, Enrico Letta ed Elly Schlein. Leader che appoggiava quando gli servivano.
L’ex segretario Cisl Raffaele Bonanni: «Ricorre allo sciopero generale per fare la cinghia di trasmissione della politica. Quando io firmavo accordi con Marchionne mi sparava addosso, ora che Magneti Marelli viene svenduta rimane zitto».
Dopo gli insulti durante lo sciopero a Reggio Emilia, dirigente intimidita a Bologna.
Maurizio Landini e i suoi mandano in Aula emendamenti alla manovra: tra questi, l’incredibile richiesta di più assunzioni tra le forze dell’ordine per agevolare i «controlli delle misure connesse all’emergenza» pandemica. Questo è il Paese che sognano.
I numeri ufficiali del disastro di venerdì: la forzatura di Maurizio Landini ha svelato che non ha più seguito nella sanità, nei trasporti e nella scuola. Il sindacato perde credibilità: resta il massimalismo politico in vista delle Europee.
L’ambizioso leader non vuole semplicemente candidarsi col Pd al termine del mandato, come hanno fatto i predecessori. Mira più in alto: alla poltrona di Elly Schlein che, dopo le Europee del 2024, sarà contendibile.
Il leader Cgil dalle colonne di «Repubblica», controllata dagli eredi Agnelli, lancia allarmi sulla democrazia e parla di premierato e di autonomia. C’è un solo tema che non tocca: la crisi dell’ex Fiat, che passo dopo passo taglia la produzione…
Come sindacalista è un fallimento: gli stipendi dei lavoratori sono cresciuti molto meno della media Ue, il 50% degli accordi non è stato rinnovato e gli assegni previdenziali li ha rivalutati il centrodestra. Ma lui fa il politico.
La Cgil pretende di stoppare mezzi per dimostrare che le sue iniziative hanno successo: così i pochi dissidenti riescono a paralizzare l’intero Paese. Alla fine non ci rimettono le aziende ma solo i cittadini.
L’ambizioso leader non vuole semplicemente candidarsi col Pd al termine del mandato, come hanno fatto i predecessori. Mira più in alto: alla poltrona di Elly Schlein che, dopo le Europee del 2024, sarà contendibile.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.