Israele ritira le truppe di terra dal Sud di Gaza
Benjamin Netanyahu: «Ostaggi liberi o niente tregua». L’Iran: «Nessun ambasciata ebraica è sicura».
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Benjamin Netanyahu: «Ostaggi liberi o niente tregua». L’Iran: «Nessun ambasciata ebraica è sicura».
Dopo il bellicismo autolesionista a Est, Bruxelles non tocca palla sull’Iran. La Meloni ha ragione: non è colpa dei nazionalismi, bensì del mostro burocratico che è l’Unione.
Il direttore ricerca del think tank Uani, Daniel Roth: «Colpire i siti nucleari. Il mondo protesterà, ma domani darà ragione a Gerusalemme».
Gli ayatollah fremono per vendicare l’attacco israeliano di Damasco. Ma le incognite sono molte, dalla superiorità tecnologica e atomica di Gerusalemme fino alle possibili reazioni internazionali: né Washington né Riad gradirebbero un’altra escalation.
L’escalation in Medio Oriente crea tensioni su prezzi delle materie prime e quotazioni.
Le Brigate Al-Qassam rivendicano il lancio di missili nell’anniversario della strage. Il premier israeliano convoca una riunione di sicurezza urgente. L’Iran: «Se minacciati, rivedremo la politica sulle armi nucleari».
Dopo l’astensione Usa sulla risoluzione Onu, confermato il ritiro della delegazione in partenza per Washington. Hamas minaccia: «Nessuna tregua senza l’addio alla Striscia». Per Gerusalemme va fermato l’Iran che trama per «destabilizzare il Medio Oriente».
Bombe a grappolo sul Sud del Paese, colpito pure il porto di Haifa. I caccia dello Stato ebraico attaccano siti per la produzione di razzi. L’Agenzia atomica: «Un raid su Busheher provocherebbe fuoriuscite radioattive».
La replica: «Non temiamo nulla». Dato per morto Hashem Safieddine, successore di Hassan Nasrallah. L’Idf elimina 400 miliziani libanesi.
Deboli al proprio interno, dove la situazione economica si sta deteriorando, gli ayatollah aumentano il loro tasso di aggressività nei confronti dei vicini. L’attacco del 7 ottobre a Israele è solo il primo passo.L’esperto Emmanuel Razavi: «I pasdaran sono in…
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