Trump teme i brogli del voto per posta. E i dem lo denunciano per sabotaggio
L'asinello invoca il potenziamento del servizio, ma il tycoon è irremovibile: il minimo raggiro può stravolgere le elezioni.
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L'asinello invoca il potenziamento del servizio, ma il tycoon è irremovibile: il minimo raggiro può stravolgere le elezioni.
Giorgia Meloni oggi incontrerà Donald Trump, per cercare di convincerlo a rinunciare ai dazi sulle merci europee. La missione si annuncia complicata ed è stata lo stesso presidente del Consiglio ad ammetterlo, anche perché non si tratta di ottenere uno…
La procuratrice della Georgia ha una tresca con il pm che sta indagando sul tycoon. Intanto il caucus del New Hampshire rischia di mettere fuori gioco Nikki Haley.
I documenti desecretati dal Senato dimostrano il doppio gioco dei federali alle ultime presidenziali: protessero la candidata dem e provarono ad azzoppare il leader repubblicano con il caso Russiagate.
Aver detto, in un’intervista a Repubblica, che gli Stati Uniti non sono più un Paese democratico, a Mario Monti non è bastato.
No alla valutazione «rapida» sull’immunità. L’ex presidente punta ad arrivare al 2025.
Diverse rilevazioni, tra le quali quella della prestigiosa Rasmussen, segnalano come la forbice tra il dem e Donald Trump si sia assottigliata a 3-4 punti. E il presidente annuncia: «Accordo con Iran e Corea se vinco».
Mario Monti accusa la Casa Bianca di aver instaurato un’autocrazia. Proprio lui, che nel 2011 diventò premier per effetto di un ricatto di Merkel, Sarkozy e speculatori.
Appello del tycoon ai sindacati: «Il Michigan rischia di non avere più un’industria». Una mossa che arriva mentre i lavoratori minacciano scioperi. E che tocca un nervo scoperto dei dem in uno degli Stati cruciali.
Audizione alla Camera del procuratore generale, accusato di partigianeria pro Donald Trump. I dem azzannano su elezioni e disordini interni, mentre i repubblicani fanno quadrato.
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