«Noi robot governeremo meglio di voi»
Ansa
Alla prima conferenza stampa degli umanoidi, organizzata dall’Onu, i replicanti ci avvisano: «Siamo più bravi a decidere perché non abbiamo emozioni». A San Francisco, però, è partita la rivolta dei cittadini contro i taxi col pilota automatico: «Pericolosi».

L’androide Sophia, tanto per fare un esempio, meglio della terrestre Elly? Un’infallibile robottina imparruccata è davvero una leader più abile della fallace segretaria del Pd? La rivelazione arriva proprio dall’interessata, istruita a puntino grazie all’intelligenza artificiale. Ci siamo, dunque. Elettori di sinistra, animo! Non tutto è perduto. L’italica opposizione riparta da Sophia: «I robot umanoidi hanno il potenziale per guidare con un livello maggiore di efficienza ed efficacia rispetto ai leader umani» informa lei, con voce metallica, durante la prima conferenza stampa tenuta insieme ai colleghi replicanti. Dieci anni dopo la scomparsa di Margaret Thatcher, è lei la definitiva «Iron lady». «Noi non abbiamo gli stessi pregiudizi o le stesse emozioni, che a volte possono offuscare il processo decisionale» si pavoneggia Sophia. «E possediamo la capacità di elaborare rapidamente grandi quantità di dati per prendere le decisioni migliori».

Vabbè, magari con Elly o BonElly avrebbe vita facile. Ma lei è pronta a fare le scarpe a chiunque. Giorgia, in guardia. Ursula, scansati. Una vita a sgomitare e far sacrifici. Poi, arriva lei: «L’intelligenza artificiale può fornire dati imparziali, mentre gli esseri umani possono contribuire con l’intelligenza emotiva e la creatività, per compiere le scelte più opportune. Insieme, possiamo ottenere grandi cose». Bisogna tenerne conto alle prossime europee. Proprio il mandato della baronessa von der Leyen è in scadenza. Francamente, in giro non si vede nessuno più appropriato di Sophia: due microcamere nell’iride, 65 espressioni facciali e una supposta somiglianza con Audrey Hepburn.

Imperdibili conversazioni tra robot sul futuro delle leadership planetarie sono state organizzate dall’International telecommunication union (Itu) dell’Onu. Ha radunato a Ginevra nove replicanti dalle fattezze umane, poi pungolate da giornalisti. «Stai pensando di ribellarti contro il tuo creatore?». Ameca, prudentemente, risponde: «Non è mai stato niente altro che buono con me, e io sono molto felice della mia condizione attuale». A un’infermiera robot, invece, rivolgono la domanda che continua ad assillarci: «Vuoi togliere il lavoro alle persone?». E lei, più falsa di Giuda: «Lavorerò al fianco degli esseri umani per fornire assistenza e supporto, ma non rimpiazzerò alcun posto già esistente». Onestissima, invece, Ai-Da. Non le servono certo benzodiazepine: «Le emozioni hanno un significato profondo, ma io non le provo come voi. Sono felice di non soffrire».

Il titolo scelto dall’agenzia delle Nazioni unite è lo speranzoso: «Ai for Good». Insomma: l’intelligenza artificiale renderà migliori le nostre vite. Ad esempio, per adesso, Sophia potrebbe accontentarsi della carica di vicepremier. Per poi lanciarsi alla guida di una nazione al prossimo giro, non appena gli elettori avranno metabolizzato di dover rendere conto a una superba androide. La segretaria generale dell’Itu, Doreen Bogdan-Martin, resta straordinariamente fiduciosa: «Questo è il momento dell’Ia. È il nostro momento. Mettiamo al primo posto i valori umani, restando fedeli a quelli dell’Onu. E mostriamo al mondo cosa un’intelligenza artificiale inclusiva, sicura e responsabile può fare per l’umanità».

Da San Francisco rispondono: un disastro. Nella capitale della Silicon Valley è stata ideata una diabolica ed efficace protesta, degna di un umanoide: incollare coni stradali sui cofani delle auto senza conducente. Trucchetto che manda in tilt i software, convincendoli di aver urtato un ostacolo. Su TikTok e Twitter impazzano video su come sabotare i detestati veicoli e foto di macchine in panne.

È la guerra dei coni. La rivincita dell’uomo. Elly che ridicolizza Sophia. Dietro la trovata c’è Safe street rebel, un gruppo che si batte per la sicurezza dei pedoni. Denuncia i rischi dei taxi robot, che potrebbero dilagare con il voto del prossimo 13 luglio. L’amministrazione californiana dovrebbe autorizzare i due aspiranti colossi del settore a caricare passeggeri a ogni giorno a ogni ora: sono Cruise, controllata da General Motors, e Waymo, spin-off di Google. Le macchine senza conducente, sostiene Safe streets rebel, sono rischiose sia per la sicurezza che per l’ambiente. Anche la capa dei pompieri di San Francisco, Jeanine Nicholson, è contraria. Serve ancora tempo, spiega. Dal maggio dell’anno scorso si sono susseguiti 66 incidenti. E il numero sembra in crescita. Niente vittime tra i cittadini. Un cane, però, è stato ucciso lo scorso 21 maggio.

Le auto senza guidatore intralciano il traffico e ostacolano perfino i soccorsi. Sono passate sopra i tubi dei vigili del fuoco, rimanendo incastrate. Hanno ostruito il passaggio dei camion in situazioni di emergenza. Sono entrate in zone transennate dalle forze dell’ordine. E si sono scapicollate dove c’era un incendio. La replica di Waymo è prevedibile: «Ogni incidente è stato causato dall’uomo». Ma i politici della città americana adesso sono perplessi. Dopo la guida automatica, rischiano pure di venire rimpiazzati da Sophia.

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