«The bird is freed» (l’uccellino è stato liberato), ha scritto ieri mattina Elon Musk per celebrare l’acquisto di Twitter firmato nella serata di giovedì. Dopo mesi di lunghe trattative e continui colpi di scena, Musk ha chiuso l’affare per 44 miliardi di dollari. Poi, come prima mossa, ha immediatamente licenziato l’amministratore delegato, Parag Agrawal, e il direttore finanziario, Ned Segal, ma anche il capo dell’ufficio legale e policy, Vijaya Gadde, ovvero colei che aveva di fatto eseguito il «ban» a Donald Trump e il general counsel Sean Edgett. Secondo Bloomberg, lo stesso Musk avrebbe intenzione di assumere il ruolo di ceo, prendendo il timone del gigante dei social media oltre a quello di Tesla e di SpaceX.
«Acquisto Twitter perché è importante per il futuro della civilizzazione avere una piazza comune digitale dove un’ampia gamma di idee può essere discussa in modo salutare senza ricorrere alla violenza», ha detto mettendo in guardia dal pericolo corrente che il social media si divida in «camere di risonanza della destra o della sinistra che generano più odio e dividono il Paese», ha spiegato Musk. E agli inserzionisti preoccupati da possibili minori controlli sui contenuti ha assicurato che «non diventerà un inferno aperto a tutti», di tutti contro tutti e «dove si può dire qualsiasi cosa senza conseguenze». Di sicuro vuole rivoluzionare la piattaforma e togliere le «censure», con la possibilità di un ritorno di Trump, dopo che era stato bandito per aver istigato l’assalto al Congresso americano. Non a caso ieri proprio l’ex presidente Usa ha brindato con un messaggio sul suo social Truth: «Sono molto contento che Twitter sia ora in mani sane e non sia più guidata da lunatici e maniaci della sinistra radicale. Twitter deve ora lavorare sodo per liberarsi dei bot e degli account falsi. Sarà più piccola ma sarà migliore. A me piace Truth». Non è, dunque, chiaro se con la nuova proprietà potrà tornare a cinguettare su Twitter. Intanto, anche il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev ha augurato all’imprenditore statunitense di «superare i pregiudizi politici e la dittatura ideologica su Twitter. E abbandoni l’attività di Starlink in Ucraina», ha detto Medvedev, citato da Interfax.
Assai più caustico, invece, il commento arrivato da Bruxelles. Il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, ha infatti ritwittato immediatamente il proprietario di Tesla e SpaceX, con una risposta tagliente: «In Europe, the bird will fly by our rules» (In Europa, l’uccello volerà secondo le nostre regole). Proprio il commissario, la scorsa primavera, si era recato ad Austin per discutere con Musk della nuova legislazione europea sulla materia, il Digital services act, varato dalla Commissione lo scorso aprile e approvato dal Parlamento europeo a luglio. In quell’occasione i due avevano appianato le divergenze e si erano trovati d’accordo sulle linee guida del regolamento Ue sui servizi digitali che entrerà in vigore da gennaio 2023: maggiore trasparenza sulla profilazione degli utenti e contrasto alla disinformazione online. Ora che Musk ha concluso l’accordo, però, il monito del commissario Ue è chiaro: ricordati chi scrive le regole. Radar accesi anche a Berlino: «Una piattaforma di questo tipo ha una responsabilità particolare a causa dei suoi effetti sulla vita pubblica», ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Hebestreit. Aggiungendo che verranno «monitorate possibili modifiche nelle prossime settimane» e poi verranno tratte conclusioni sulla sua presenza sul social.
Intanto, sul mercato c’è chi fa notare che l’operazione di Musk è stata messa a segno proprio mentre si assiste al «Metacrac» di Facebook che paga caro gli investimenti, appunto, nel Metaverso e ha visto andare in fumo sul mercato 86 miliardi di dollari con il titolo tornato ai valori del 2016. È però l’intero settore tecnologico a soffrire: il titolo Amazon è andato giù in Borsa sulla scia dei dati del terzo trimestre (l’unità di cloud computing è stata più debole del previsto e le stime per il quarto trimestre sono state deludenti). Anche Intel, Alphabet, Microsoft e Texas instruments hanno avuto una settimana orribile. I vincitori indiscussi della stagione degli utili tecnologici sono gli ex azionisti di Twitter che dirà addio a Wall Street nella stessa data delle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Musk manterrà, infatti, la promessa di delistare il social media con un’Opa, pagando molto più del previsto mentre il comparto veniva travolto dalle vendite. Questo ha reso Twitter il miglior investimento tecnologico di quest’anno per tutti tranne che, forse, per Musk.
Chiudiamo con una curiosità: Unipol sarebbe l’unico soggetto italiano (e tra i pochi in Europa) che prenderà parte al club deal di investitori internazionali che affianca Musk nell’acquisizione. Non è al momento noto l’ammontare dell’investimento della compagnia bolognese, che comunque dovrebbe essere limitato a una piccola partecipazione.
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