Musk dichiara guerra a Netflix in nome della libertà
La decisione del magnate dopo aver visto sulla piattaforma un cartone animato per bambini che propagandava il gender.
La decisione del magnate dopo aver visto sulla piattaforma un cartone animato per bambini che propagandava il gender.
Il patron di X chiude con la politica. Nessuna rottura con Donald Trump. La verità è che sarà impegnato nella sfida ai satelliti cinesi.
Emendamenti del Pd al ddl Space Economy per ostacolare un accordo con Starlink e privilegiare società dell’Ue. Ma i programmi europei sono in ritardo e più costosi.
Un tempo osannato, Elon ora è additato da «nazista», come chiunque si opponga ai progressisti. I quali, da ferventi atlantisti, sono diventati antiamericani. Per loro non contano le idee che hai, ma dove ti collochi.
Un tempo osannato, Elon ora è additato da «nazista», come chiunque si opponga ai progressisti. I quali, da ferventi atlantisti, sono diventati antiamericani. Per loro non contano le idee che hai, ma dove ti collochi.
L’inedita alleanza tra il fondatore di Tesla e l’apparato burocratico statunitense, stanco di «Sleepy Joe», potrebbe avvantaggiare la corsa di Donald Trump per tornare alla Casa Bianca. Regista dell’operazione Tucker Carlson (ex della Fox), come vice spunta la Nikki Haley.
Surreale botta e risposta fra Thierry Breton e il guru di X: «Hai 24 ore per rimediare ai contenuti fake». Il tycoon chiede di indicarli e l’Unione replica: «Li sapete già». Il commissario sponsorizza anche il social rivale.
Battibecchi su X tra il magnate e il governo tedesco a proposito dei migranti: così il fondatore di Tesla fa un assist all’Italia e riattizza le tensioni mai sopite fra Usa e Germania. Con un occhio al dopo Joe Biden.
Caro Elon Musk, caro miliardario, visionario, innovatore, provocatore, genio, uomo che porta futuro nel presente, mi scusi se mi permetto di scriverle questa cartolina, che ovviamente non leggerà, impegnato com’è a salvare il mondo.
Si allarga la frattura tra il nuovo proprietario di Twitter e Bruxelles dopo l’addio al regolamento volontario anti fake news. La Commissione avverte: «Un errore, vigileremo con vigore». Ma non chiarisce chi deciderà cosa «oscurare» e perché.
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