Tovaglie a quadretti, pettinature alla Robert De Niro e canzoni d’antan: ormai puro folclore. Le varie «piccole Italia» si sono adattate ai tempi, ma mantenendo un’«allure» da cinema degli esordi. Ecco una breve rassegna alla scoperta dei quartieri italiani in tre città come San Diego in California, San Paolo in Brasile e Sydney in Australia.
Tutti conosciamo la Little Italy newyorkese (che poi la Grande Mela ne conta di suo già tre), ma le Little Italy sono tante e, anche se meno cinematografiche, non sono certo prive di fascino.
Cosa ci piace dei quartieri denominati appunto Little Italy? La prima risposta che mi viene in mente è: la veracità. Queste piccole Italie, infatti, vantano caratteristiche di un’Italia ormai vintage e facente parte più dell’immaginario collettivo che dell’attuale realtà nazionale. Ma è più «vera» l’Italia degli anni Cinquanta o quella globalizzata di adesso?
Tovaglie a quadretti, pettinature alla Robert De Niro e canzoni d’antan: ormai puro folclore. Le varie piccole Italia si sono adattate ai tempi, ma mantenendo un’allure da cinema degli esordi. Scopriamone tre.
Stati Uniti: San Diego
Il concetto di Little Italy si è impiantato nelle più grandi e celebri città americane, laddove i nostri connazionali hanno coronato i loro sogni o semplicemente messo su baracca.
Per trovare pezzetti del nostro Paese negli USA, potremmo cominciare dalla California. Da San Diego, in particolare, dove quella che era una semplice comunità di pescatori è diventata, nel tempo, la più grande “piccola Italia” d’America.
Fondata da alcuni marinai liguri a metà ‘800, è diventata famosa per la pesca del tonno, piazzandosi al centro dell’industria ittica. Oggi il suo cuore pulsante è India Street (paradossale il nome), su cui si snodano alcuni dei migliori ristoranti di San Diego.
Nella Little Italy della città californiana spiccano le piazze, frutto dell’ingegno e della socialità italici. La più importante è Piazza della Famiglia e non potrebbe essere altrimenti: cosa c’è di più italiano di un caldo, accogliente e rumoroso nucleo familiare?
Da non perdere la Amici House, un tempo abitata dalla famiglia Giacalone e oggi sede della Convivio Society for Italian Humanities, associazione che promuove la cultura italiana.
Per non parlare dei mercati e degli eventi, tra cui Taste of Italy: ogni anno, nel mese di giugno, i ristoranti aprono le loro porte per proporre piatti provenienti dai territori dei proprietari.
Mangiare
- Solunto Restaurant & Bakery, 1643 India Street: vuoi mettere mangiare gli spaghetti allo scoglio a San Diego?
- Civico 1845, 1845 India St: da provare le linguine con le vongole.
Dormire
- Hillcrest House Bed & Breakfast, 3845 Front Street, Hillcrest, San Diego: una struttura romantica a due passi dall’aeroporto e da attrazioni come il Balboa Park;
- Fairfield Inn & Suites San Diego Old Town, 3900 Old Town Avenue, San Diego: dotato di piscina all’aperto, si trova nei pressi della zona storica della città.
Brasile: San Paolo
È conosciuta come la capitale mondiale della pizza: non è Napoli, ma San Paolo, megalopoli brasiliana. Le pizzerie, in particolare nel bairro di Mooca, non mancano di certo, così come uomini e donne di origine italiana, in particolare provenienti dalle province di Salerno e Cosenza.
Non siamo a Napoli, dicevamo. Eppure qui la festa più sentita è quella di San Gennaro: tutti i fine settimana di settembre si tengono eventi e concerti in onore del patrono partenopeo.
Non solo ristoranti: a Mooca esistono anche un’importante biblioteca pubblica, tre teatri e il Museo dell’Immigrazione, fondamentale per conoscere la storia di questa Little Italy ante litteram. Un museo che inizialmente era un luogo di passaggio per gli immigrati, che potevano trovare ospitalità qui per un massimo di otto giorni prima di giungere a destinazione.
La via principale? Rua Treze de Maio. Qui sorge una chiesa tipicamente italiana: la Parrocchia Nossa Senhora Achiropita.
Mangiare
- Hospedaria Mooca, R. Borges de Figueiredo, 82 – Mooca: si possono assaggiare anche piatti della tradizione italiana, tra cui – come antipasto – un semplice ma ottimo pane e pomodoro;
- Jatobah Espetaria, Rua Juventus, 102 – Parque da Mooca: da provare il Virado à Paulista, tipico piatto della cucina brasiliana a base di maiale e fagioli.
Dormire
- Neighbor.hub, 1745 Rua da Mooca, Mooca: ostello d’atmosfera, poco distante dalla stazione ferroviaria e ottimo rapporto qualità-prezzo;
- Tropical Mooca, Rua Paraupava, 335: ostello essenziale ma coloratissimo e ben posizionato.
Australia: Sydney
La Little Italy di Sydney ha un nome ben preciso: Leichhardt. È da inizio ‘900 che l’impronta italiana non lascia adito a dubbi. Lo si vede soprattutto a Norton Street, popolata di ristoranti nostalgici nei confronti di un Belpaese più immaginario che reale. Per assaporare l’aria – e il caffè di casa – basta andare al Bar Sport, situato proprio su questa strada (numero civico: 2A), in servizio dagli anni Cinquanta.
A dare maggiormente un’impronta italiana è la piazza denominata Italian Forum, dove i nostri connazionali (e non solo) si riuniscono da oltre un secolo in memoria di quel modo di socializzare tipicamente nostrano. Simbolo per eccellenza di questa piazza è la marmorea fontana con la statua di Dante.
Ma Sydney, oltre a Leichhardt, vede tante piccole Italie sparse per la città. Esiste una Little Italy anche a Five Dock, per esempio. Il meglio della gastronomia italica, da queste parti, si trova sulla Great North Road. La vita notturna degli italiani a Sydney si svolge invece ad Haberfield: fate un giro a Ramsay Street e ve ne accorgerete.
Mangiare
- Capriccio Osteria, 159 Norton St, Leichhardt: piatti ricercati come le ostriche con granita alla vodka!
- Filicudi Restaurant Five Dock, 11 Ramsay Rd, Five Dock: qui si viene per la pizza e la lasagna.
Dormire
- Illinois Hotel, 15 Parramatta Rd, Five Dock: ostello essenziale ma dotato di tutto. Ha anche un pub interno;
- Cityview Studio Accommodation, 347-349 Parramatta Rd, Leichhardt: ottima posizione, massima essenzialità.
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