Il risparmio
 del taglio della casta?  Regalato ai migranti
Per le (generose) stime grilline, la riduzione dei parlamentari ci garantirà un tesoretto di 100 milioni annui. Ma ognuna delle cinque navi usate per ospitare i migranti ne costa 24: 120 milioni nell’arco dei dodici mesi.

Secondo Carlo Cottarelli e il suo osservatorio sulla spesa pubblica, il taglio dei parlamentari, su cui il 20 e 21 settembre gli italiani saranno chiamati a esprimersi mediante referendum, produrrà al massimo un risparmio annuo di 57 milioni. Per Tito Boeri e Roberto Perotti, l’uno ex presidente dell’Inps in versione Renzi e l’altro ex commissario alla spending review sempre in versione Renzi, il gruzzolo arriverà invece a 80 milioni. Ora, noi non vogliamo infilarci in questa disputa da ragionieri, dunque diamo per buono che alla fine la riforma voluta dai grillini consentirà di mettere da parte un «tesoretto» di 100 milioni l’anno, vale a dire mezzo miliardo a legislatura. Secondo il Movimento 5 stelle, che della riduzione degli onorevoli da anni fa una bandiera, è un risultato di portata storica. Un vessillo da sventolare nella speranza che la pattuglia pentastellata non sia decimata dal voto delle prossime elezioni. Tuttavia, anche prendendo per buoni i conti di Luigi Di Maio e compagni, il risparmio non produrrà un solo euro in più per i contribuenti italiani. Nessuna riduzione dei costi dei servizi, niente alleggerimento seppur lieve della pressione fiscale. No, i soldi che verranno risparmiati nel caso gli italiani approvassero una diminuzione di un terzo fra deputati e senatori sono già stati dilapidati da quella stessa maggioranza che dice di voler risparmiare. Non ci credete? Beh, purtroppo la realtà è proprio quella che vi abbiamo appeno anticipato. Con una mano il governo che ha partorito il taglio dei parlamentari dicendo che la Casta costerà 100 milioni in meno (cifra che, come abbiamo visto, va presa con le molle, perché probabilmente si avvicinerà più alla metà di ciò che viene sbandierato) e dall’altra, per ospitare i migranti in arrivo sulle coste italiane, ne spende di più. I conti, nel caso degli extracomunitari, sono molto più facili di quelli dei presunti risparmi ottenuti riducendo l’esercito di onorevoli di 345 unità. Infatti, basta calcolare quanto costa una delle navi traghetto che il ministero dell’Interno sta noleggiando per imbarcare i presunti profughi e moltiplicare per il numero di alberghi galleggianti che il governo sta trasformando in centri di accoglienza e quarantena.

Da quanto ci risulta, ogni imbarcazione costa alle casse dello Stato, e dunque a tutti noi, 2 milioni al mese, vale a dire 24 l’anno. Considerando che, al momento, di queste navi il Viminale ne ha richieste cinque, il calcolo è presto fatto. In un anno, per accogliere e distanziare i migranti, l’Italia spenderà più di 120 milioni. Sempre naturalmente che cinque imbarcazioni bastino a ospitare tutti i nuovi arrivati.

Com’è ovvio, la cifra non tiene conto di tutte le altre spese, ovvero dei costi legati all’accoglienza, dai soccorsi in mare al trasferimento degli extracomunitari sulle navi adibite a provvisorio ostello. Né sono calcolate le spese mediche, di controllo e, temiamo, neppure quelle di vitto, ma soltanto il costo dell’alloggio. Se poi all’importo di 2 milioni al mese si aggiungono i soldi che Luigi Di Maio ha inutilmente regalato alla Tunisia in cambio della promessa che sarebbero stati fermati gli sbarchi, si capisce che la cifra non solo è destinata a lievitare, ma che il risparmio di 100 milioni per aver mandato a casa gli onorevoli sarà bruciato in pochi mesi da quegli stessi grillini che si sono intestati la battaglia contro gli sprechi della Casta.

Qualcuno potrebbe obiettare che non si possono mettere sullo stesso piano le diarie parlamentari e i vitalizi con le diarie e le spese dei migranti. E perché? Se i primi sono i costi diretti della classe politica, gli altri sono gli effetti perversi di ciò che ci costano i politici giallorossi. Senza di loro, cioè con un Parlamento che non fosse in mano a grillini e piddini, ma a una maggioranza con a cuore gli interessi nazionali, non spenderemmo 120 milioni per affittare traghetti su cui mantenere dei migranti. Al massimo, dovremmo pagare lo stipendio dei marinai e il gasolio per le motovedette della Guardia costiera incaricate di bloccare le navi delle Ong.

Insomma, non ci vuole molto a capire che il governo Conte e l’allegra brigata che lo sostiene fanno più danni di quelli che promettono di riparare. A voi pare accettabile che – come abbiamo rivelato ieri – l’esecutivo sia rimasto inattivo per un mese di fronte a un piano che prevedeva decine di migliaia di morti? Vi pare possibile che nessun ministro si sia preso la briga di prevedere misure tempestive e chiare per la riapertura delle scuole? Credete che si possa far finta di niente di fronte a una caduta del Pil che sfiora il 13 per cento? Altro che mandare a casa un terzo dei parlamentari. Qui è urgente rispedire da dove è venuta, cioè dal nulla, l’intera maggioranza. È il Parlamento a dover essere licenziato. E di conseguenza anche il governo degli incapaci.

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