Referendum, la tiktoker fa da sponsor sui social
Rita De Crescenzo invita i suoi follower alla mobilitazione. Ma chi le paga i contenuti? «Non lo dico, faccio come mi pare». Poi annuncia la discesa in campo: «Una bomba».
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Rita De Crescenzo invita i suoi follower alla mobilitazione. Ma chi le paga i contenuti? «Non lo dico, faccio come mi pare». Poi annuncia la discesa in campo: «Una bomba».
La sinistra si prepara alla vittoria immaginaria: se i votanti saranno più dei voti per il centrodestra, l’esecutivo dovrà cadere. Un calcolo infantile dato che l’opposizione non ha nemmeno una posizione comune sui quesiti. Ed è priva di una leadership.
Con una lettera a Nagel, l’ad Mossa glissa sulla richiesta di partnership su bancassicurazione e wealth management. La notizia piomba sull’assemblea di Mediobanca: i numeri sono risicati e il risultato è in bilico.
Cgil e Pd sanno che domenica sarà impossibile raggiungere il quorum e fissano soglie farlocche per la vittoria. Non hanno imparato nulla dall’esperienza di Renzi del 2016.
L’ex boss mafioso che azionò il telecomando a Capaci ha finito di scontare la sua pena grazie ai benefici per i collaboratori. Ma è la legge che forse ha fatto il suo tempo. Sdegnati i parenti delle vittime delle stragi.
A capo del Css finisce Alberto Mantovani, convinto sostenitore dei sieri anche per i minori. I vice sono Remuzzi e la Colao.
Il vicepresidente Francesco Savino prega gli italiani di recarsi ai seggi. Un invito che vuole apparire neutrale, ma che è una benedizione per la causa di Landini e Schlein. E che arriva dopo l’arringa del capo dei vescovi contro il…
Oggi a Palazzo Brancaccio Tajani, Salvini, Crosetto e Pichetto Fratin. Il direttore Belpietro intervista dal vivo Giorgia Meloni.
Il governo dei Paesi Bassi cade per la mancata riforma del diritto d’asilo chiesta dai populisti. A Berlino, anche Merz combatte con i giudici che bocciano i respingimenti. La questione resta comunque cruciale: espellere i clandestini non deve essere tabù.
Iniziano i processi per le razzie di sabato sera: ai primi imputati pochi mesi con la condizionale, multe ridicole e «stage di cittadinanza». Il ministro della Giustizia: «Cambiamo le leggi, ci vuole il carcere».
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