Pochissimi settori non verranno toccati dalla rivoluzione tecnologica. Si tratta di un mercato da 39,9 miliardi di dollari, destinato a crescere del 40% ogni anno da qui al 2027. Ampi margini per chi fornisce i componenti

Quando si parla di Artificial intelligence (Ai) si potrebbe pensare ai film di fantascienza in cui i robot prendono vita in un mondo futuristico. L’Intelligenza artificiale invece è già fra noi quando un sito ci consiglia un acquisto, un brano musicale, una pagina Web sui motori di ricerca. O quando usiamo un robot aspirapolvere. E nell’industria (anche attraverso la robotica) o nei servizi le applicazioni basate sull’Ai si moltiplicano grazie ai progressi continui e ai vantaggi offerti. Sono poche le industrie che non faranno un uso sempre più intenso di Intelligenza artificiale, anche perché i costi di realizzazione stanno scendendo di anno in anno.

«L’Intelligenza artificiale implementata nei robot, come ha spiegato Raffaello D’Andrea, strategist advisor del fondo L&G Robo global robotics and automation», spiega Salvatore Gaziano, direttore investimenti Soldiexpert Scf, «è un passo in avanti significativo rispetto alla programmazione tradizionale in quanto queste macchine si adattano senza che vi sia un tecnico o un programmatore che crei e strutturi il programma. Di conseguenza, il lavoro umano, dopo la realizzazione di questi robot, viene meno perché sono del tutto autonomi».

Molte delle aziende che usano l’Ai sono quotate nei mercati finanziari, alcune sono colossi come Amazon, Tesla, Square inc, Nvidia corp, Spotify technology, gruppi che negli ultimi anni hanno segnato una crescita esponenziale.

«Secondo l’ultimo rapporto di Grand view research, società di consulenza e ricerca di mercato con sede in India e Stati Uniti», spiega Carlo De Luca, responsabile risparmio gestito di Gamma capital markets, «il mercato globale dell’Intelligenza artificiale è stato valutato a 39,9 miliardi di dollari già nel 2019, prevedendo una crescita a un tasso annuale composto di circa il 40% tra il 2020 e il 2027».

Su quali titoli puntare, dunque? «Nvidia, il produttore di chip e principale fornitore di riferimento di semiconduttori», dice De Luca, «sta pianificando la costruzione di un laboratorio di Intelligenza artificiale, per l’esattezza il super computer più potente del Regno Unito. Saleforce.com, leader nel settore della gestione delle relazioni coi clienti, è stato il principale titolo growth a grande capitalizzazione degli ultimi anni, capace di sfruttare l’Intelligenza artificiale tramite il software di casa – Einstein – per raccogliere ed elaborare dati sulle azioni degli utenti e fornire analisi predittive, capacità di elaborazione del linguaggio naturale e apprendimento automatico. Autodesk ha da poco annunciato, tramite un accordo da 240 milioni di dollari, di aver completato l’acquisizione di Spacemaker, una piattaforma di Intelligenza artificiale basata su cloud a supporto dei progettisti urbani e architetti. Bene anche Cadence», continua l’esperto. «La multinazionale americana di software di calcolo produce software Eda (Electronic design automation) e hardware per assemblare sistemi elettronici. I clienti utilizzano i prodotti Cadence per progettare circuiti integrati, circuiti stampati, smartphone, computer portatili, sistemi di gioco e altro ancora. Tramite l’Integrazione di intelligenza artificiale e apprendimento automatico, Cadence ha migliorato il simulatore logico Xcelium, in grado di ottenere risultati fino a cinque volte più veloci, diventando un ottimo esempio della significativa opportunità nello sfruttare l’apprendimento automatico. Ci sono poi, conclude, «Amazon, dove l’Intelligenza artificiale si concretizza sicuramente nei dispositivi Alexa, assistente virtuale presente da anni ormai nelle case dei consumatori e Twilio, società che sviluppa e pubblica soluzioni per infrastrutture Internet, interfacce di programmazione basate su cloud che consentono agli sviluppatori di creare funzionalità vocali, video e messaggistica nelle loro app tramite software con Intelligenza artificiale da voce a testo».

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