«Qui sta nascendo un nuovo dispotismo e sarà peggiore di quelli del passato»
Il grande filosofo Giorgio Agamben mette in guardia sui pericoli del nascente Stato di sanità pubblica: «Saremo controllati come mai prima d'ora».
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Il grande filosofo Giorgio Agamben mette in guardia sui pericoli del nascente Stato di sanità pubblica: «Saremo controllati come mai prima d'ora».
Il petroliere Paolo Mantovani mi confidò una vicenda che ha dell'incredibile: «Mi hanno preso e fatto salire su un'auto. Ho detto ai sequestratori: mi accompagnate in banca? Prelevo, se posso, quello che volete e la finiamo. Senza pericoli».
Il politologo bolognese Carlo Galli offre un'analisi lucida della crisi in corso e dei suoi possibili sviluppi futuri: «Gli Stati del Nord Europa non accetteranno mai di pagare i nostri debiti. Se chineremo la testa ci toccherà tagliare stipendi, pensioni…
L'economista, in libreria con Pandemia e resurrezione: «Gioco di specchi di Super Mario sul debito: parla per la Germania. Conte rischia la fine di Tsipras. Basta società civile, deve tornare la politica».
Il giornalista positivo al contagio: «Maschere e respiratori non arrivano perché lo Stato vuole risparmiare. Allo Spallanzani curato benissimo. Non credete ai rimedi dei social».
Parla l'infettivologo Matteo Bassetti: «Ci concentriamo sugli asintomatici, e facciamo tamponi post mortem, è un metodo viziato».
Il governo lavora per affossare le richieste dei governatori del Nord. Ma all'estero è uno dei pochi sistemi che funzionano.L'ex ministro Erika Stefani: «L'esecutivo non fa che perdere tempo, Boccia parla ma è tutto fermo per non produrre ulteriori attriti…
Il vicepresidente vicario del gruppo di Italia viva alla Camera: «Un esecutivo si appoggia se lavora bene e produce risultati concreti per i cittadini. Se è così, il nostro appoggio sarà totale e leale».
Parla il sociologo e docente Luca Ricolfi: «Conte è uno dei politici meno credibili di sempre. La sinistra potrebbe grillizzarsi e sardinizzarsi allo stesso tempo. Matteo Salvini? Sbaglia a ignorare i ceti medi ed è mal consigliato».
Il Cavaliere: «Oggi un Gheddafi all'orizzonte non si vede. La Russia di Putin è la chiave per stabilizzare quelle aree. Ne va della sicurezza dei nostri soldati».
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