Interviste e personaggi
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«Con Von der Leyen c’è l’Unione delle lobby»
Il grande accusatore del presidente della Commissione Frédéric Baldan: «Prima in Germania con le aziende della Difesa, poi a Bruxelles col Covid Ursula trattò direttamente con i centri di potere, scavalcando i normali canali di comunicazione. E facendosi beffe della…
Anna Falchi: «Il catcalling non fa male a nessuno»
La conduttrice dei «Fatti vostri»: «L’ho sdoganato perché è un complimento spontaneo. Piaghe come stalking e body shaming sono ben altra cosa. Oggi c’è un perbenismo un po’ forzato e gli uomini stanno sulle difensive».
«La guerra ci fa più male dei dazi»
L’ad del gruppo Lube Fabio Giulianelli: «Se si riaprisse il mercato russo saremmo felici. Abbiamo puntato sulla pallavolo 35 anni fa: nonostante i successi della Nazionale, nel Paese mancano gli impianti. Eppure il pubblico c’è».
«La Cechia rafforza l’asse dei patrioti»
Ondrej Knotek, il capodelegazione a Bruxelles del partito sovranista che ha da poco vinto le elezioni: «Combatteremo l’agenda green. No al gender e ai migranti. Sulla guerra in Ucraina serve pragmatismo. Kiev non può entrare nella Ue».
«Finita l’ideologia dem, stiamo assistendo al ritorno degli Stati»
L’ex ministro Giulio Tremonti: «Trump ha trovato la tregua coinvolgendo i Paesi arabi. Altro che esportare la democrazia come fosse un panino...».
«Cortei per Gaza pretestuosi. Così si snatura lo sciopero»
L’ex capo della Cisl, Luigi Sbarra, oggi sottosegretario con delega per il Sud: «La rappresentanza sociale si è trasformata in rappresentanza politica. Alimentare le tensioni è sbagliato».
«Divenni telefonista di Arbore… al telefono»
L’attrice Simona Marchini: «Renzo mi vide e volle il mio numero, poi mi lasciò un messaggio in segreteria per il ruolo in “Quelli della notte”». Sul divorzio dall’ex romanista Cordova: «Mi tradiva. Herrera? Terribile: lasciava che le fanciulle rimanessero in…
Marco Risi: «Da piccolo il cinema mi spaventò. Papà Dino sul set era una belva»
Il regista figlio d’arte: «Il babbo restò perplesso dal mio primo film, poi grazie a “Mery per sempre” iniziò a prendermi sul serio. Mi considerano quello “impegnato”, però a me piaceva anche girare commedie».
«L’amore per il bello mi ha portato a creare uno stile»
La designer Giuliana Cella: «Ho vissuto in diversi Paesi, assimilandone la cultura. I gioielli? Sono una passione che ho fin da bambina».