Il «Metodo Sasà», tra favori e intimidazioni ai «traditori»: «Quello non deve sgarrare»
L’esponente del Pd gestiva il consenso elargendo promesse e regali. Ma per chi non seguiva i suoi diktat erano guai: «Se si comporta male, avrà vita difficile».
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L’esponente del Pd gestiva il consenso elargendo promesse e regali. Ma per chi non seguiva i suoi diktat erano guai: «Se si comporta male, avrà vita difficile».
Sasà Gallo, il dem indagato per estorsione e corruzione elettorale, si è speso molto in favore di Lo Russo nella competizione finita con meno di 300 voti di scarto. E a chi sgarrava diceva: «Avrai la vita difficile...»
Durante l’interrogatorio di garanzia il manager nominato dalla sinistra all’Orecol ha rilasciato dichiarazioni spontanee: «Con i Pasqua normali rapporti di lavoro».
Come cambia il vento: i dem, che per decenni hanno massacrato i rivali anche per un semplice avviso di garanzia, adesso invocano la presunzione d’innocenza per gli scandali di Bari e Torino. E addirittura iniziano a prendersela pure con i…
Caterina Greco alla Città Metropolitana. Raffaele Gallo al giornalista: «Vuoi il tesserino autostradale?».
Nelle carte c’è Antonio Esposito, amico di Luciano Moggi e sodale del boss che infiltrò il primo Comune del Nord sciolto per mafia. Condannato come strozzino, ha ricevuto sostegno economico dall’ex bomber Ciccio Graziani.
Palazzo della Regione Piemonte, tratte autostradali, persino il Porto di Genova: così, secondo l’accusa, le ditte in odor di criminalità organizzata legate a esponenti dem infiltravano gli appalti pubblici. Il Gip: «Procedevano malgrado l’interdittiva antimafia», contando sulla sponda di chi…
Raffaele Gallo (non coinvolto nell’inchiesta) ritira pure la candidatura alle Europee.
Multa di 10.000 euro e stop di 20 giorni per la Mare Jonio, attraccata a Pozzallo dopo i presunti spari della Guardia costiera libica. L’ex tuta bianca: «Rappresaglia, Meloni non ci fai paura, faremo un esposto». Intanto, l’hotspot di Lampedusa…
La famiglia fondatrice della Cogefa negli anni ha costruito le sedi di società come Cartier e Ferrero. Secondo i pm, però, i rapporti amicali con gli esponenti dei clan sarebbero nati molti anni fa.
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