La società italiana di gestione dei crediti ha acquisito il 100% del gruppo per 350 milioni. L’ad: «Entriamo in più segmenti».

Finalmente, un’azienda italiana fa il salto di qualità in Germania. Dovalue, specializzata nei servizi finanziari e gestione di Npl, ha acquistato Coeo group, uno dei principali player tedeschi nel recupero digitale dei crediti. Un’operazione da 350 milioni che non solo segna una svolta strategica per Dovalue, ma ridefinisce le dinamiche del mercato del credito digitale in Europa. Senza contare il fatto che, dopo gli ostacoli di Mediaset c’è un’azienda italiana, seppure di dimensioni minori, che riesce a penetrare il mercato tedesco. Coeo utilizza l’Intelligenza artificiale per ottimizzare i processi e migliorare l’efficienza. Con una presenza consolidata in Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito e nei Paesi nordici, Coeo è ormai un punto di riferimento nel settore, trattando annualmente oltre 7 milioni di posizioni e registrando crescite notevoli nel triennio 2022-2024. Uno specialista digitale che ora entra sotto il cappello di Dovalue, portando con sé non solo una solida base di clienti nel settore dell’ecommerce e del «buy now, pay later» (compri ora e paghi dopo), ma anche un know how tecnologico all’avanguardia.

L’amministratore delegato di Dovalue, Manuela Franchi, ha sottolineato come l’operazione segni un «passo fondamentale» nell’evoluzione strategica del gruppo, aprendo la strada a un futuro più diversificato dove il mix di Intelligenza artificiale e innovazione tecnologica gioca un ruolo centrale. «Questa acquisizione», ha detto nel corso della presentazione alla stampa, «ci permette di entrare in nuovi segmenti di mercato con forti prospettive di crescita a lungo termine». In particolare «quest’operazione ci consente di generare ricavi più stabili e ricorrenti lungo tutti i cicli economici». L’operazione è stata finanziata attraverso un prestito ponte da 325 milioni di euro, che garantirà una leva finanziaria contenuta e una riduzione graduale nel tempo. Le previsioni per il 2026, presentate da Manuela Franchi indicano ricavi consolidati intorno agli 800 milioni di euro e un margine lordo di 300 milioni. Probabile l’aumento del dividendo.

Gli analisti hanno accolto con interesse l’annuncio. Il titolo Dovalue ha registrato un rialzo del 3,35%, confermando la fiducia del mercato. Gli specialisti di Banca Akros hanno già alzato il target price a 2,50 euro, giudicando l’acquisizione positiva sia dal punto di vista strategico che finanziario. E anche se l’operazione porta con sé una certa complessità, soprattutto per l’espansione in nuove aree geografiche, la diversificazione e la capacità di generare ricavi stabili nel tempo sono visti come vantaggi significativi.

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