Siglato un memorandum d’Intesa tra Yilport, Falck Renewables e BlueFoat Energy per l’uso esclusivo di un’area del terminal. L’obiettivo è potenziare lo sbarco, lo stoccaggio, la costruzione e l’assemblaggio delle piattaforme galleggianti e delle turbine eoliche in banchina.
C’è un nuovo passo avanti sul rinnovamento del porto di Taranto dopo le polemiche che già agli inizi del 2019 accompagnarono l’arrivo della turca Yilport. Ma al contrario di allora, la compagnia turca appare sempre più centrale per respingere gli interessi della Cina sui nostri porti. Da sempre Pechino ha un particolare interesse nei confronti dei porti italiani, sta da anni provando a entrare in quello di Trieste e ha messo da tempo gli occhi su quello di Taranto e Palermo.
In questi giorni è stato siglato un memorandum d’Intesa tra la stessa Yilport (che col suo braccio operativo San Cataldo Container Terminal è la concessionaria del molo di Taranto), Falck Renewables e BlueFoat Energy per l’uso esclusivo di un’area del terminal, al fine di costruire progetti di eolico marino galleggiante. L’obiettivo è quello di raggiungere un accordo sulle modalità di utilizzazione a titolo esclusivo di un’area del Terminal Multipurpose del Porto di Taranto, per portare avanti le attività legate alle fasi di costruzione e di operatività dei progetti di eolico marino galleggiante che le due società energetiche stanno sviluppando in partnership paritetica. Nello specifico l’oggetto del memorandum è il potenziale utilizzo della stessa area per lo sbarco, lo stoccaggio, la costruzione e l’assemblaggio delle piattaforme galleggianti e delle turbine eoliche in banchina. Le aziende hanno costituito un gruppo di lavoro che svilupperà in dettaglio i contenuti dell’accordo definitivo per la concreta utilizzazione e valorizzazione dell’area che consentirà a Falck Renewables e BlueFloat Energy di programmare tutte le attività e a Yilport Taranto di valorizzare l’operatività completa del Terminal.
Carlo Carbone, vicepresidente di Yilport ha sottolineato «l’importanza della sinergia con Falck Renewables e BlueFloat Energy per il Terminal e per l’intero Porto di Taranto. Il progetto valorizza la funzione Multipurpose del Terminal e rappresenta un passo del percorso per riportare il porto di Taranto al ruolo di piattaforma logistica strategica nel Mediterraneo, a supporto del sistema economico italiano valorizzando la filiera locale». Secondo Kseniia Balanda, direttore eolico marino Italia della partnership Falck Renewables. «Quello di Taranto è il primo porto con cui prendiamo un impegno perché l’area jonica, dal punto di vista logistico e strategico, può consentirci di avviare al meglio i cantieri connessi alla realizzazione dei progetti di eolico marino galleggiante in Italia. È nostra intenzione contribuire alla definizione di una strategia per la riconversione e la specializzazione dei porti italiani per questo tipo di impianti, sviluppando filiere locali, posti di lavoro e competenze attraverso formazione e collaborazioni con università e centri di ricerca. Questo è il primo di una serie di impegni che stiamo prendendo con il territorio al fine di co-sviluppare progetti concreti attraverso percorsi condivisi».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >