Il pensiero critico torna al suo posto: il nostro docufilm visto alla Sapienza
L’ateneo romano ha ospitato il dibattito sulle derive future della digitalizzazione.
L’ateneo romano ha ospitato il dibattito sulle derive future della digitalizzazione.
Il professore di filosofia teoretica all’Università del Molise Giovanni Maddalena: «Il rischio che corriamo è che aumenti la circolazione di fake news. Ma prima di regolamentare, conviene aspettare. E rendere più trasparenti le linee guida immesse nelle intelligenze artificiali».
Si è fatto ricorso a un falso moralismo per gestire la pandemia. Una pratica utilizzata anche nel Piano di prevenzione 2023-2025.
L’ex arcivescovo di Monreale, Monsignor Michele Pennisi: «A chi annega nel Mediterraneo è stato tolto il diritto primario: vivere in pace nella propria patria».
Il vescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti: «Genitori sono coloro che generano, nelle coppie omosessuali lo fa solo uno. La fluidità diffusa è la vera emergenza in atto: gli adulti sono in confusione e i ragazzi non hanno riferimenti educativi».
Il filosofo francese Henri Hude: «L’umanismo moderno esalta la libertà ma trascura il bene. L’Europa si sta suicidando, diplomaticamente è insignificante».
Grande successo per «Covid 19, dodici mesi di pensiero critico». A pochi giorni dalla pubblicazione sul sito della «Verità», tante le città dove è già in programma la proiezione pubblica. Si comincia a Napoli e Trieste.
Da mercoledì, sul sito della «Verità», arriva il docufilm sulla folle gestione pandemica, come mai è stata raccontata. Un’analisi inedita da accademici, giornalisti e scienziati.
Il docente Fabio Vighi: «Le emergenze giustificano misure autoritarie. Con la valuta digitale si va verso la sorveglianza totale».
Il cardinale: «Oggi c’è confusione a livello dottrinale, morale e liturgico. Prima di risolvere i problemi sociali viene l’annuncio che non c’è salvezza senza la fede cristiana. Ci serve lo stesso coraggio dei primi discepoli».
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