A Perugia lo scontro tra procuratori svela l’intreccio fra stampa, Pm e investigatori
Un cancelliere partecipa alla perquisizione di una giornalista senza titolo. Cantone vuole archiviare, il collega Sottani non ci sta.
Un cancelliere partecipa alla perquisizione di una giornalista senza titolo. Cantone vuole archiviare, il collega Sottani non ci sta.
Due anni e 8 mesi a Lucia Lotti: secondo il tribunale di Catania chiese aiuto ai politici per diventare procuratrice di Gela. I colleghi erano per l’assoluzione e il Consiglio superiore della magistratura la confermò come aggiunto.
Chiesto il rinvio per Donatella Di Rosa: è accusata di calunnia nei confronti del militare che le spediva foto e video piccanti.
Mai titolo fu più azzeccato. «Il Sistema colpisce ancora», il terzo tomo firmato dalla premiata ditta Luca Palamara e Alessandro Sallusti, rappresenta la fotografia di una realtà desolante. Le chat di Palamara avevano svelato una pletora di «clientes» in toga…
La motivazione smonta la narrazione ipocrita sui procuratori che cercano pure prove pro imputati. Nella realtà non è così: serve un giudice terzo che controlli il loro operato.
Il 2025 non era finito bene per il gruppo Gedi. I vecchi vertici avevano patteggiato una pena per la truffa milionaria perpetrata ai danni dell’Inps e le redazioni dei giornali controllati erano andate in agitazione dopo l’annuncio della vendita della…
Cede il controsoffitto nella magione da 25 vani. La conduttrice tv esige dal suo ex un intervento di manutenzione straordinaria attivando un ricorso d’urgenza.
Nella villa all’Eur-Torrino dove vive Ilary Blasi con i figli, a novembre è crollato un controsoffitto, rendendo inutilizzabili alcuni locali. Ecco le immagini esclusive del cedimento. La showgirl ha chiesto al proprietario Francesco Totti un intervento di manutenzione straordinaria e…
Grazie alla beneficenza per 7 milioni gestita dalle associazioni italiane pro Gaza, un fedelissimo di Hannoun avrebbe, secondo gli inquirenti, partecipato ad aste giudiziarie acquistando 90 immobili. «Zaini e contanti».
Mohammad Hannoun rifiutava l’accostamento con i terroristi: «Mai lanciato bombe, sono una persona perbene». Negli atti, tuttavia, gli inquirenti hanno documentato un’altra storia: legami solidi con i capi di Hamas ed entusiasmo per gli attentati.
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