Le carte Fincantieri: «D’Alema lavorava con noi già dal 2019»
Giuseppe Giordo: trattative in Colombia avviate su input dell’ex premier. E il manager Federico Riggio conferma la trasferta libanese con «Max».
Giuseppe Giordo: trattative in Colombia avviate su input dell’ex premier. E il manager Federico Riggio conferma la trasferta libanese con «Max».
L’ex premier, in difficoltà per le notizie sulle armi pubblicate dalla «Verità», ci accusa di aver veicolato intercettazioni illegali. In realtà, come emerge dai messaggi qui pubblicati, a registrare è stato uno dei presenti alla videochiamata. Quindi, tutto lecito.
L’ad Giuseppe Bono ha tentato di far dimettere il direttore generale Giuseppe Giordo, che gli ha risposto con durezza: «Non ho colpe. Dell’ex premier sapevi anche tu, così come della collaborazione con Ernst&Young». Intanto Italia viva e Forza Italia vanno…
Lo spettro della corruzione internazionale nell’affare finalizzato a fornire armamenti. C’erano mire anche su Paraguay e Uruguay.
Tra Cento e Castello D’Argile (Bo) vive e lavora il ragioniere Gherardo Gardo con un ruolo primario nel Colombia-gate e negli affari di Massimo Tortorella, divenuto socio dei vini D’Alema «per 2/3 milioni». Agli atti ne risultano molti meno.
L’ex premier smentisce sul «Corriere» la versione già fornita a «Repubblica» sul caso delle armi e ammette di «aver peccato di mancanza di cautela». Ecco tutte le contraddizioni.
Le mosse dell’ex premier per condurre in solitaria le trattative sulla vendita degli armamenti alla Colombia. La Farnesina: nessuna comunicazione dalle feluche. Anche il super manager di Leonardo tacque con Giorgio Mulè.
L’ex premier chiese a Gherardo Amaduzzi di ricevere il plurimputato Giancarlo Mazzotta: «Subito dopo l’incontro chiamai l’azienda, mi aveva fatto cattiva impressione. Sosteneva di essere lì anche a nome di Fincantieri». Il racconto smentisce la versione di Baffino.
L’ex premier chiese a Gherardo Amaduzzi di ricevere il plurimputato Giancarlo Mazzotta: «Subito dopo l’incontro chiamai l’azienda, mi aveva fatto cattiva impressione. Sosteneva di essere lì anche a nome di Fincantieri». Il racconto smentisce la versione di Baffino.
Le mail di Gherardo Gardo con il manager di Leonardo. L’autorizzazione di Fincantieri «maneggiata» dallo stesso ragioniere. In una bozza di accordo previsti pagamenti anche in caso di rescissione del contratto.
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