Chi non ha cultura del vero lavoro non può pretendere di governarci
Il poco rispetto per i pendolari è misura della protervia mostrata dal premier con i suoi «editti giuseppini». Siamo in ostaggio.
Il poco rispetto per i pendolari è misura della protervia mostrata dal premier con i suoi «editti giuseppini». Siamo in ostaggio.
L'esempio inglese ha dimostrato che una pandemia - come una guerra - si affronta con il coraggio delle scelte (anche se sbagliate). Da noi, l'intero governo in crisi di nervi ha preteso dagli scienziati impossibili certezze. Infettando la popolazione con…
Mai come adesso aspettiamo di tornare al biblico «sudore della fronte», che la globalizzazione allegra ha ridotto al rango di sfiga. Non saranno rose e fiori, perché il morbo ha aggredito interi settori. Ma sempre meglio che accettare l'obolo a…
Leggi tutto : Ci riscatteremo con il lavoro (anche se poco)È la sofferenza di questi mesi, originata dalla globalizzazione, che può scatenare la creatività dello spirito per ripartire.
Il confino tra le mura domestiche svela come l'ordinaria intimità sia in realtà un dono profondo. Il Covid ha messo in luce tutti i limiti dell'onnipotenza globalizzata. È la sconfitta del «sogno faustiano» e la rivincita della dimensione piccola ma…
Se subentra la disperazione, è difficile farcela. Nella società è presente un'inadeguatezza che riguarda un sistema dove la cattiva salute è legata anche a diffusa infelicità. Dovuta a questioni non solo economiche.
Il luogo simbolo del contagio europeo è stata la multinazionale tedesca Webasto. Posti che immaginavamo clinicamente asettici si scoprono moltiplicatori del morbo. È il macabro paradosso della tecnica: doveva migliorare il mondo, lo sta rendendo insicuro.
Il morbo in Europa, lungi da essere un incidente, è un aspetto strutturale dello sviluppo globalizzato. Quando togli i confini agli uomini, è dura aspettarti che li rispetti un virus uscito dai liquami di un mercato di Wuhan...
Come l'«untore con le ali» non può cessare di batterle un secondo se vuole stare in aria, così l'uomo globalizzato è prigioniero del suo essere predatore del mondo circostante. Una pulsione disturbata che ci è risultata fatale.
Il boom di epidemie virali degli ultimi decenni è legato anche alla esasperata caccia all'esotico. Arricchitosi, l'uomo altera ecosistemi in cerca di nuove specie da esibire o di cui cibarsi. Scatenando crisi sanitarie immani.
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