Un colpo di fortuna che vale la conquista del Monte Bianco
Piccole e grandi curiosità sul Superenalotto, croce e delizia degli italiani da 23 anni: la Campania la regione più fortunata.
Piccole e grandi curiosità sul Superenalotto, croce e delizia degli italiani da 23 anni: la Campania la regione più fortunata.
Innumerevoli i film di culto dedicati a poker, biliardo e cavalli. I maestri sono americani, noi italiani preferiamo le commedie.
La città fondata nel mezzo del deserto del Nevada non è solo un agglomerato di casinò visibile dallo spazio bensì un labirinto in cui ogni metro è pensato per l'azzardo: dalle slot nei bagni all'intrattenimento per mogli.
Il Vate attribuiva ai numeri dei «poteri magici» e detestava quelli pari. Ma grazie a loro vinse una cospicua somma spesa per un sontuoso banchetto al Vittoriale. Il popolare gioco affascinò pure Charles Dickens, che lo descrisse nel suo diario…
Diffusissimo e praticabile da chiunque in virtù della sua semplicità, presenta una fra le peggiori sproporzioni fra grandezza dei premi e possibilità di vincita. A partire dalla tradizione napoletana, la smorfia ha assegnato ai sogni il relativo numero.
In ogni casinò del mondo girano le stesse maschere: il precisetti, l'impulsivo, il «pavone», il classico pollo. Tutti in preda al demone.
Il gioco è distruttivo perché se vai sotto sono botte pesanti per il portafoglio; se vinci, sei psicologicamente indotto a spese superflue o inutili. Nessun giocatore decide volontariamente di fermarsi. E ci si rimette tutto.
Vip e menti matematiche hanno costruito la storia del blackjack. Il fascino ipnotico del tavolo verde tra sogni, fortune e tragedie.
Un pizzico però aiuta a predisporsi alla buona sorte perché, come diceva Eduardo, crederci è da ignoranti ma non esserlo porta male. Numerosi anche i politici ossessionati da numeri infausti o gesti scaramantici.
Una partita con Francesco in un albergo sardo. A un certo punto urla e strepiti per un grosso topo piombato in giardino. Lui rimase freddo e rilanciò su Giorgio Tosatti. Che perse e gridò come sempre faceva: «È solo fortuna».
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