Secondo l’UNESCO riunitosi a Parigi il 16 dicembre 2021, la ricerca del tartufo in Italia è stata inserita nella lista dei patrimoni culturali immateriali del mondo. Una guida a dove cercarli e come vivere alcune esperienze indimenticabili nel nostro Paese.
Tartufo. L’origine è la parola latina “tuber”, che descrive un grumo. Tuttavia, più che patate, sono funghi sotterranei che crescono sotto la superficie vicino alle radici degli alberi. Di solito si trovano a una profondità di circa 5-30 centimetri sottoterra. I tartufi crescono meglio in un clima umido e freddo. Si trovano nei boschi di tutto il Piemonte settentrionale e delle zone centrali della Toscana, oltre che dell’Umbria e delle Marche, e crescono sotto varie specie arboree, come il salice, il pioppo, il nocciolo e la quercia.
Prodotto gastronomico di prim’ordine, il tartufo italiano può essere estremamente costoso, con prezzi medi di oltre 2.000 euro al chilo e alcuni che raggiungono i 5.000 euro al chilo. Esistono nove tipi di tartufo commestibili, ma le varietà principali vengono coltivate in inverno e di solito prendono il nome dal loro colore – bianco o nero.
La ricerca e l’estrazione del tartufo italiano è un insieme di conoscenze e pratiche che si trasmettono oralmente da secoli. Ancora oggi caratterizza la vita rurale di intere comunità della penisola italiana. I tartufai vivono solitamente in zone rurali e in piccoli villaggi. La ricerca del tartufo si articola in due fasi: la caccia e l’estrazione. La caccia comporta l’individuazione delle aree in cui cresce la pianta del tartufo, dalle cui radici si sviluppa il fungo sotterraneo chiamato “tartufo”. Questa fase viene svolta con l’aiuto di un cane addestrato. I cacciatori utilizzano poi una vanga speciale che permette di estrarre i tartufi senza disturbare le condizioni del terreno. La ricerca dei tartufi implica un’ampia gamma di competenze e conoscenze (sul clima, l’ambiente e la vegetazione) legate alla gestione degli ecosistemi naturali e al rapporto cane-tartufaio. Queste conoscenze vengono trasmesse attraverso tradizioni orali, che comprendono storie, favole, aneddoti ed espressioni che riflettono l’identità culturale locale e creano un senso di solidarietà all’interno della comunità dei tartufai. La caccia al tartufo è spesso associata a feste popolari che segnano l’inizio e la fine della stagione dei tartufi. Le pratiche rispettano l’equilibrio ecologico e la biodiversità vegetale, garantendo la rigenerazione stagionale delle specie di tartufo.
Con l’inizio della stagione autunnale, è tornato anche il turismo enogastronomico e soprattutto quello incentrato sulla passione e l’amore per il tartufo e i suoi profumi. Perché non approfittarne dunque per godere di un weekend di relax cercando questo prelibato fungo e poi gustandone tutto il suo sapore?
Situato all’interno di cinque ettari di terreno agricolo coltivato a vite che produrrà i vini dell’hotel, il Nordelaia è il culmine di un attento restauro durato tre anni di una cascina di 800 anni ricca di storia. In collaborazione con gli architetti locali Tunesi Studio Genova, l’edificio storico è stato trasformato con cura dallo studio di design britannico These White Walls; le camere e la spa si affiancano a un nuovo edificio a tre livelli all’interno del terreno, che ospita la sala da pranzo e gli spazi per gli eventi. L’hotel, da ottobre a dicembre, ha realizzato dei pacchetti ad hoc per chi ama il tartufo. Confezionati per una vacanza di 2 o 3 notti, uniscono all’esperienza da tartufai relax, buona cucina e la scoperta del Piemonte. Il nostro preferito si chiama “Tartufo, Alba e Relax”. Con questo pacchetto, il Nordelaia vi invita a trascorrere tre notti sulle colline piemontesi durante la magica stagione autunnale sperimentando il meglio che la regione ha da offrire, con un’attenzione particolare alla storia della famosa città di Alba e dei suoi rinomati tartufi. Al vostro arrivo verrete guidati in un percorso rilassante all’interno dell’hotel prima di cena, dove gusterete piatti prelibati preparati dallo chef del ristorante Bistro. Dormite profondamente, perché il mattino seguente verrete svegliati presto dal team di Nordelaia che vi accompagnerà a El Valet, un luogo pittoresco circondato da alberi secolari e da un lago naturale. Dopo il briefing con il tartufaio e i suoi due fedeli amici a quattro zampe, inizierete questa emozionante esperienza. Per il pranzo vi suggeriamo un ristorante tipico, il Ristorantino ‘n Cá’d Basan di Roberto Bazzano, dove potrete assaggiare prodotti e ricette tradizionali. Nel pomeriggio visiterete Alba, la patria del pregiato tartufo bianco. Questa esperienza vi porterà a visitare la città e i suoi sotterranei, alla scoperta di una città medievale unica e bellissima. Tornati al Nordelaia, avrete del tempo libero per scoprire uno dei ristoranti locali nei dintorni. L’ultimo giorno sarà dedicato a voi stessi. Ci sono molti modi per rilassarsi al Nordelaia: scegliere un rituale nella Spa o semplicemente godersi la vista infinita dalla piscina esterna riscaldata. O forse oziare su un’amaca tra i tigli con un buon libro è la vostra idea di pomeriggio idilliaco. E perché, dopo qualche ora di lettura, non tornare a guardare il tramonto dalla piscina a sfioro o farsi una passeggiata tra le colline dell’UNESCO? La parola d’ordine è: sentirsi rivitalizzanti e cercare nella natura nutrimenti per la propria anima. L’itinerario perfetto prevede una passeggiata mattutina sulle colline dell’UNESCO per raggiungere lo storico castello di Cremolino. In seguito, godetevi un pranzo leggero presso il Bistro, con un menu a base dei migliori ingredienti stagionali e di ricette tradizionali. Nel pomeriggio, lasciatevi coccolare dalle massaggiatrici con un massaggio. Quale modo migliore di concludere la giornata se non con una cena a L’Orto, il rilassante ristorante Fine Dining? Gli chef vi guideranno in una vera e propria esperienza gourmet con un menu di 5 portate con un abbinamento di tartufi opzionale.Contenuto riservato agli abbonati
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