Mosca nervosa sui missili Usa a Kiev
Due telefonate in due giorni tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Discussa la fornitura di razzi a lunga gittata. Il Cremlino avverte: «Momento di escalation». I russi avanzano nel Donetsk.
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Due telefonate in due giorni tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Discussa la fornitura di razzi a lunga gittata. Il Cremlino avverte: «Momento di escalation». I russi avanzano nel Donetsk.
Il presidente ucraino al tycoon: «Ferma la nostra guerra». Niente intesa sui Tomahawk. Aerei Nato sfiorano Russia e Bielorussia. Da Orbán petizione contro «i piani bellici Ue».
Ecco #LaVeritaAlleSette del 22 marzo 2022 con il condirettore Massimo de’ Manzoni.
Il capo della Difesa Kubilius parla di uomini nella sala operativa che bevono bibite. E Mosca bombarda il palazzo del governo.
Telefonata Kiev-Istanbul. Dalla Turchia: «Faremo il possibile per facilitare i contatti».
Il Papa scrive a Zelensky: «Prego perché le armi tacciano». Tajani si smarca dall’Eliseo: «Cerchiamo altra soluzione».
Mentre «Le Monde» ammette che Roma conta più di Parigi, la stampa nostrana parla di plagio del premier sull’idea dell’articolo 5. Opposizione e Fnsi si stracciano le vesti: «Gravissimo non dialogare con i media».
Dalla Schlein a Fassino, passando per i giornali progressisti, tutti sparano a pallettoni sul vertice di Anchorage. Le soluzioni proposte? Lo stesso misto di retorica, ideologia e velleitarismo che ci ha portato nella fase di stallo.
Il cerino in mano a Kiev. Gli Usa potrebbero forzare, come fece Eisenhower con Seul.
Lo zar esce dal vertice in Alaska con un importante trionfo simbolico. Su molti tavoli, tuttavia, Mosca arranca. E Washington ne approfitta, portandola verso Yalta 2.0.
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