«Giochi con la vita di milioni di persone»
Scontro senza precedenti alla Casa Bianca in diretta tv. Il presidente Usa caccia l’ucraino: «Irrispettoso, torni quando è pronto per la pace».
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Scontro senza precedenti alla Casa Bianca in diretta tv. Il presidente Usa caccia l’ucraino: «Irrispettoso, torni quando è pronto per la pace».
Per il «Financial Times», trattative in corso fra il Cremlino e alcuni Paesi per far riprendere le forniture. Bruxelles non smentisce, ma il dossier rischia di spaccare l’Europa. Kiev sempre più in crisi sul campo.
Il capo della resistenza fa un bagno di realtà con la trumpiana Fox. E prende atto che i connazionali sono stanchi di combattere.
Il leader indiano Modi, che oggi sarà a Kiev, invita alla diplomazia: «Solo il dialogo può portare la pace». Putin torna a evocare lo spettro dell’incidente nucleare: «Il nemico ha cercato di colpire la centrale».
Joe Biden vuole raid limitati alla protezione di Kharkiv: lo ribadirà Austin a Zelensky, che già protesta. Antonio Tajani: «Difendiamo sia Kiev sia la pace». Ma Mattarella entra a gamba tesa: «Non va barattata con la sottomissione».
Dietro il presunto braccio di ferro con Viktor Orbán emerge la difficoltà di Bruxelles di far tornare i conti (alla fine gli aiuti veri sono solo 21 miliardi). Da qui è scaturita l’idea temeraria di mettere le mani sui fondi…
Nervi tesi per il presidente ucraino, alle prese con le sconfitte sul campo e convinto che la Russia presto proverà a destituirlo. Insuccessi che rischia di pagare l’Ue, la quale sogna di sostituirsi agli Usa negli aiuti militari accollandosi spese…
Per la prima volta, il presidente ventila l’ipotesi della rinuncia alla penisola Intanto, per autorizzare le elezioni a marzo 2024, chiede altri soldi agli alleati.
Mosca respinge le incursioni, ma a Bakhmut perde terreno. Continua lo scambio di accuse per l’esplosione della diga di Kakhovka e gli attacchi ai soccorritori. Nuovi aiuti Usa all’Ucraina per 2,1 miliardi. Il Cremlino: «Armi nucleari in Bielorussia da luglio».
Secondo la «Bild», i vertici dell’esercito ucraino volevano lasciare la città del Donetsk per «ragioni tattiche». Ma Kiev detta la linea: «Avanti con la difesa». Intanto ai russi mancano proiettili: vanno all’assalto con le pale.
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