Le sanzioni contro lo zar rischiano di essere un boomerang per l’Europa
Bruxelles non può bloccare i sistemi di pagamento dell’energia. Vladimir Putin non resterà senza fondi, mentre noi dovremo fronteggiare taglio delle forniture e rincari.
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Bruxelles non può bloccare i sistemi di pagamento dell’energia. Vladimir Putin non resterà senza fondi, mentre noi dovremo fronteggiare taglio delle forniture e rincari.
Karlsruhe fa sfoggio di realpolitik e dà il via libera alla decisione sulle risorse proprie. Ma non chiude la vicenda e pone macigni sulla strada di qualsiasi sogno europeo, dagli eurobond al bilancio comune.
Mistero sul rappresentante nell'Ue che tratta con i produttori. Per il dicastero è Giuseppe Ruocco, ma non c'è un atto che lo incarichi.
Grottesca scenetta all'Europarlamento: l'ex premier intona la canzone con i colleghi commissari socialisti. L'autogol è servito. L'inno della Liberazione cantato dalla cupola dei burocrati è un calcio in bocca alla sinistra.
La tedesca von der Leyen a capo della Commissione Ue con una maggioranza risicata. Furibondi gli alleati di governo. Nel discorso d'insediamento carbon tax e parità di genere. Sui migranti: «Solo salvare non basta».Il tedesco Martin Selmayr, potente segretario generale…
Lettera del presidente degli europarlamentari dem alla baronessa: nessun passo indietro rispetto alle ecofollie della sinistra su clima e ambiente. Altrimenti rischia.
I «volenterosi» studiano un invio di truppe a Kiev e cercano di nascondere le loro divisioni e la loro pochezza ribattezzandosi «rassicuratori». Stesso discorso sul piano ReArm Europe: il nome è stato cambiato in «Readiness 2030». Differenze? Nessuna.
Ok definitivo a Raffaele Fitto e Teresa Ribera (ma solo se quest’ultima supera i guai giudiziari). Fuori i Verdi, Ecr festeggia. L’Ue, tuttavia, resta preda dei veti incrociati: l’ondata Trump ci trova lenti, divisi e senza una bussola.
Sempre più forte la tentazione di ignorare le elezioni: l’Europa va a destra, ma Ursula si ostina con socialisti e verdi. Ecr pronto a dire «no» al Parlamento Ue. E il flirt del presidente con i responsabili dei disastri green…
Il discorso di Ursula Von der Leyen prova l’inadeguatezza della Commissione, che parla di accordi mentre evapora la (finta) solidarietà. E l’Aula contesta il «modello Tunisia».
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