Quei preoccupanti legami dell’Iran con il Burkina Faso
Non solo il Mali. L’Iran sta incrementando la propria (preoccupante) influenza anche sul Burkina Faso.
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Non solo il Mali. L’Iran sta incrementando la propria (preoccupante) influenza anche sul Burkina Faso.
Parla lo chansonnier di Silvio Berlusconi: «Mi ascoltò in hotel, dopo la seconda canzone mi chiese di lavorare per lui. C’erano tante belle donne e mia moglie protestava...»
Il giornalista: «Il Cremlino ha avuto ragione di un pronunciamento militare in poche ore e senza spargere sangue. Sui russi, che temono il caos sopra ogni cosa, questo fa effetto».
La Cnn rivela che la Casa Bianca è pronta all’invio degli ordigni proibiti da numerose convenzioni a causa del loro potenziale distruttivo. La Von der Leyen: «Per Zelensky 1 milione di proiettili dall’Ue».Il vertice dell’intelligence ucraina sostiene che i servizi…
Liu Jianchao, direttore del dipartimento relazioni internazionali del Pcc, va prima da Massimo D’Alema.
Dopo averci raccontato per mesi che l’autocrate del Cremlino era il male assoluto, ora i giornali mainstream sono costretti ad ammettere che egli rappresenta comunque un fattore di stabilità. E che avventurismi spericolati alla Prigozhin sono peggio.
Evgenij Prigozhin riappare via audio: «La marcia sulla capitale per impedire che ci distruggessero, non contro Putin». Mercenari divisi in tre: la maggior parte a contratto dell’esercito, alcuni con il leader a Minsk, il resto in Africa.
L’Ue conferma il sostegno militare a Volodymyr Zelensky. Il Vaticano: la missione di pace non si ferma. Di notte arriva il messaggio di Vladimir Putin alla nazione.
Nel 2002, su iniziativa di Silvio Berlusconi, nasce a Pratica di Mare un Consiglio Nato-Mosca. All’epoca Vladimir Putin si diceva disponibile ad aderire all’Alleanza. Che però nel frattempo si allargava a Oriente.«Gli Usa temevano la saldatura Ue-Cremlino». L’analista Gianandrea Gaiani:…
Al vertice belga promesse armi e caccia a Kiev, ma vacilla il consenso sul 2% del Pil in fondi all’organizzazione. Dubbi pure sulla controffensiva. Mark Milley: «Sarà lunga». E per «Foreign Affairs» la guerra non si può vincere.
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