Per il capo preside star della televisione vanno immunizzati più studenti che prof
Antonello Giannelli, rappresentante dei dirigenti scolastici, trova ogni scusa per una comparsata. A costo di spararle grosse.
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Antonello Giannelli, rappresentante dei dirigenti scolastici, trova ogni scusa per una comparsata. A costo di spararle grosse.
Un'accorta regìa comunicativa sta accompagnando la campagna di immunizzazione: immagini e parole su misura per convincere la gente che sieri «consentiti in caso di emergenza» sono in realtà obbligatori.
Profitti record e rialzi di Borsa per le aziende che fanno i preparati anti Covid con i soldi dell'Europa. E ora i prezzi vengono aumentati.
La showgirl: «Vivo a Hong Kong perché c'è più libertà che in Italia. Difendo la facoltà di scelta sul vaccino e mi attaccano i progressisti. Finché criticavo il “sovranismo" della Cuccarini andavo benissimo, adesso invece...».
I due scienziati, che sul «Wall Street Journal» avevano lanciato l'allarme: «Il Cdc Usa è riluttante a registrare gli eventi avversi gravi dei farmaci anti Covid. Vanno inoculati solo ai fragili. E occhio agli effetti sulle varianti...».
Il direttore dell'Aifa, Nicola Magrini, prepara gli italiani al futuro: «Una dose all'anno ,mantenendo tutte le attuali precauzioni». Mentre Andrea Crisanti ammette: «Per creare ambienti sicuri servono due iniezioni».
Maria Cristina Messa prima minaccia gli studenti degli atenei («Niente esami per chi non ha il certificato»). E poi parla, senza averne il titolo, di under 18. Una fascia di popolazione esentata anche dai Paesi produttori del farmaco.
Le scuole potranno abolire le mascherine se in classe avranno tutti due dosi: ennesimo invito a discriminare e a violare la privacy. Con un controsenso: per gli «immuni» venuti in contatto coi positivi resta la quarantena.
Il certificato, privo di qualsiasi garanzia di efficacia, ci divide in «sani» e «malati», pericolosi e immuni. Il risultato è il conflitto permanente, anche di classe. Chi può pagarsi spesso i tamponi o viaggiare coi propri mezzi, infatti, sfugge alle…
Minacce al personale che ha rifiutato la dose in Alto Adige: «Fuori di qui o chiamiamo i militari». Ignorate le spiegazioni di chi ha particolari problemi di salute, privacy calpestata. I più disperati ora cambiano lavoro.
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