L’Ue inerte è riuscita a fare arrabbiare perfino Prodi
I burocrati europei e i loro fan spingono ancora per approvare il Mes. E l'Ecofin di giovedì non cita il virus all'ordine del giorno.
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I burocrati europei e i loro fan spingono ancora per approvare il Mes. E l'Ecofin di giovedì non cita il virus all'ordine del giorno.
Ci vogliono collaborazione fra Ue, Usa e Giappone e una Banca centrale che faccia da prestatore illimitato.
Berlino rinnega l'austerità, stanzia subito una cifra record e si scopre favorevole alle nazionalizzazioni. La pandemia ha fatto crollare il mito della globalizzazione e della società aperta: non si tornerà più indietro.
Roberto Gualtieri benedice Christine Lagarde. Mario Monti invita a investire sulla sanità (che lui ha distrutto) perché Angela Merkel, bontà sua, ce lo concede. Lorenzo Bini Smaghi chiede di accelerare sul Mes. Per certa élite, il servilismo non ha limiti.
«Nell'ennesima giornata di guerra al virus, proprio ora l'Europa ha mostrato il suo vero volto. Troppo pochi 25 miliardi di euro per agire a sostegno dell'economia per l'emergenza, inadeguata e vergognosa la risposta della Bce senza misure urgenti per proteggere…
Christine Lagarde non è Mario Draghi, sfodera una pistola ad acqua invece del bazooka e le Borse crollano: -16,9% a Piazza Affari, una cosa mai vista. Uscita demenziale pure sullo spread, mentre la Corte europea ci multa per gli aiuti…
Ipocrita messaggio di Ursula von der Leyen sulla solidarietà continentale, ma i soldi stanziati contro la crisi sono ridicoli: 25 miliardi da dividere con tutti gli altri...
L'Eurogruppo del 16 marzo, in origine interlocutorio, anticiperà invece la firma definitiva sull'«europacco». Il pericolo più grave è che il peggiorare dell'economia, già in crisi, metta seriamente a rischio il nostro debito.
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