Stellantis trascina il crollo delle auto mentre l’Ue dorme su multe e Green deal
La casa di Elkann perde il 17,9% il mercato dell’Unione cede «solo» il 2,6. Da Bruxelles nessuna svolta sui paletti proelettrico.
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La casa di Elkann perde il 17,9% il mercato dell’Unione cede «solo» il 2,6. Da Bruxelles nessuna svolta sui paletti proelettrico.
Sui motori tradizionali incombe il bando Ue, però il mercato rifiuta le elettriche. Le aziende si barcamenano in ordine sparso e, dopo aver preteso soldi per la transizione, si aspettano incentivi per invertire la rotta.Mancano 800.000 operai specializzati nei veicoli…
Il premier annuncia che chiederà a Bruxelles la revisione delle regole sulla transizione ecologica che sta mettendo in crisi grandi settori industriali: «Nel deserto economico non cresce il verde». Poi si dice favorevole all’emissione di debito comune.
Dopo lunghe attese, ieri la Commissione europea ha formalmente ceduto, proponendo una modifica al regolamento sull’eliminazione graduale dei motori a combustione interna. L’obiettivo originario, concordato circa tre anni fa, prevedeva che a partire dal 2035 le nuove auto non dovessero…
Vertice durante il viaggio in Scozia del tycoon, che ha detto: «Le possibilità di un accordo con l’Europa sono 50 e 50».
Acea conferma lo stallo del 2024: +0,9%. Male Stellantis (-7,3%), Elkann dal tycoon.
Urso a Pechino per fare da apripista alla visita della Meloni e lavorare sui futuri investimenti condivisi con il Dragone: in primis l’automotive. Ma per l’esecutivo si tratta di una missione ostica sotto la pressione delle tasse Ue e la…
Lo ha detto l’eurodeputato di Forza Italia a margine della sessione plenaria di Strasburgo.
Secondo «Der Spiegel» l’Unione si ricrede e valuta di tenere sul mercato dopo il 2035 le ibride plug-in. Mentre per il «Financial Times» Bruxelles esenterà l’80% delle aziende dalla gabella sulle emissioni.
Scaduto il termine per i pareri sfavorevoli. Italia e Spagna si sono espresse a favore della misura contro le auto cinesi, mentre Germania e Svezia si sono astenute. A novembre prevista la scelta definitiva: Berlino dovrà decidere come schierarsi.
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