Draghi cede sui rubli. L’Ungheria non molla sugli oleodotti: «No all’embargo»
Il sesto pacchetto di misure contro Mosca slitta ancora Il premier apre al pagamento secondo le indicazioni russe.
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Il sesto pacchetto di misure contro Mosca slitta ancora Il premier apre al pagamento secondo le indicazioni russe.
Voci dal bar del Palazzo: i dem si svegliano, «basta con le armi». Mario Draghi fermi Joe Biden, altrimenti la mancanza di gas e grano metteranno a rischio «coalizione» e «colazione». Parola di Graziano Delrio. Un passo verso le elezioni?
L’esercito ucraino annuncia una serie di operazioni di controffensiva. Diverse città sottratte agli invasori. Vladimir Putin pronto a garantire corridoi per i civili ancora ad Azovstal, ma chiede che i militari si arrendano.Anatoliy Shariy, ex sostenitore di Volodymyr Zelensky poi…
Il ministro Yair Lapid: «Il nostro popolo non si suicidò». Naftali Bennett: «Basta parlare di Shoah».
Dopo anni di rendimenti scarsi, il comparto ha invertito la rotta nonostante l’andamento negativo delle Borse. Le grandi compagnie pensano alle nozze per evitare guerre sui prezzi. Turbo anche grazie al Recovery fund.
La missione africana non porta risultati concreti. Intanto la Yellen e la Bundesbank ammettono che l’embargo totale provocherebbe una recessione devastante in Europa. Però agli italiani si continuano a raccontare favole.
Il consulente strategico Edward Luttwak: «Siamo al limite dell’escalation nucleare, si faccia subito un referendum nelle due regioni contese: solo così il conflitto può arrestarsi. Basta insulti allo zar, Kiev e Mosca sono pronte a trattare».
Ospiti della puntata del talk condotto da Daniele Capezzone negli studi di Utopia, Cristiano Anastasi del Movimento 5 stelle e Nazario Pagano di Forza Italia.
Per smarcarsi dalla dipendenza dallo zar, il premier va in tour in Algeria, Congo, Angola e Mozambico. Poi busserà anche alla porta di Nigeria e Qatar. Tutti Paesi che all’Onu si sono rifiutati di votare contro il Cremlino. Da cui…
I cittadini non possono (e non devono) imbracciare un fucile, altrimenti tutta la popolazione sarà vittima delle rappresaglie. Abbiamo riconosciuto il diritto all’autodeterminazione a Croazia e Kosovo: perché non farlo anche con Crimea e Donbass?
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