Appello bipartisan: «Subito Jaki in Aula»
Dalla Lega alle opposizioni è un coro: riferire in parlamento sulle dimissioni di Carlos Tavares. Giorgia Meloni a difesa dell’occupazione: «Vogliamo tutelare anche la filiera».
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Dalla Lega alle opposizioni è un coro: riferire in parlamento sulle dimissioni di Carlos Tavares. Giorgia Meloni a difesa dell’occupazione: «Vogliamo tutelare anche la filiera».
Maxi liquidazione anche per accelerare l’addio. Intanto la produzione in Italia è ferma fino a fine 2024. L’azienda internalizza alcuni servizi e costringe le società dell’indotto a licenziare centinaia di addetti.
Il capo di Azione, Carlo Calenda: «Tavares è l’unico a non voler rinviare le scadenze sull’elettrico: pensa che il governo copra i costi. Intanto l’azienda si prepara a lasciare l’Italia».
Dopo l’offensiva audizione del manager Carlos Tavares che pretende soldi per non abbandonare il Paese, Emanuele Orsini lo molla:«Servono piani industriali, non sussidi». Salvini: «L’ad si vergogni». È una svolta del mondo produttivo.
L’ad ha isolato Stellantis: è l’unico manager dell’automotive a non chiedere all’Ue di rivedere le regole sull’elettrico. Poi però pretende sussidi e nega numeri e piano industriale. Salvini: «Deve vergognarsi».
Mozione unitaria dell’opposizione contro Tavares in vista della sua audizione di oggi in Parlamento. Ma è stata la smania green della sinistra ad affondare l’auto. Sì del governo alla cessione della società di robot.
Il mercato Usa delude, l’azienda cerca un nuovo ad. Arrivano le prime vetture (elettriche) della joint venture con Leapmotor.
Carlos Tavares attacca la richiesta di Acea. La Cina alle case: «In Europa solo assemblaggio».
Dopo la minaccia di sciopero da parte di Uaw, Tavares parte per Detroit. Obiettivo è cambiare strategia anche per evitare la class action sul titolo. Segno che, quando una sigla fa il proprio mestiere, anche gli ad devono trattare. Non…
La casa automobilistica ha ritoccato all’insù i listini senza aggiornare l’offerta. E cerca di ridurre i costi puntando su Polonia e Africa. Un terremoto per occupati e fornitori.
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