La Bce si avvia al primo mini-taglio. Grande incertezza sui prossimi
Giovedì Francoforte dovrebbe ridurre i tassi dello 0,25%. Il 12 la Fed resterà ferma.
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Giovedì Francoforte dovrebbe ridurre i tassi dello 0,25%. Il 12 la Fed resterà ferma.
Dopo averla idolatrata, soprattutto ai tempi di Mario Draghi ora non risparmiano le critiche per la lentezza con cui si sta muovendo sui tassi.
Per il vicepresidente De Guindos il taglio è già un «fatto compiuto». Ma la Germania si mette in mezzo: «Prima dobbiamo essere certi che l’inflazione arrivi al 2%».
L’esperto: «Teheran può scatenare l’apocalisse del petrolio. Intanto noi ci illudiamo di poter utilizzare solo le rinnovabili».
Il presidente Bce vede pericoli per l’inflazione dalle retribuzioni. Fabio Panetta (Bankitalia): non serve a molto aspettare i nuovi contratti. Ribassi rimandati almeno a giugno.
La Lagarde ha portato i tassi al 4,5% e i prestiti per comprare casa sono crollati. Gli italiani aspettano segnali di inversione di tendenza prima di indebitarsi, ma Francoforte frena: «Attenti a non agire troppo in fretta».
Se in Italia aumenta il carovita (+0,8%), in Europa la crisi del Mar Rosso minaccia il terziario. La corsa dei tassi della Lagarde è un boomerang: perdita da 1,26 miliardi.
Il governatore parla all’Europarlamento travalicando il suo mandato per proporre maggiore integrazione e difendere la transizione verde. Minimizzati gli sbagli sull’inflazione: «Errori nelle nostre proiezioni».
La Lagarde resta ferma anche se ammette che le guerre e la chiusura di Suez possono creare nuovi colli di bottiglia e generare inflazione esterna. Contro la quale la politica monetaria ha ben poco potere. Una coazione a ripetere come…
Secondo Bankitalia, balzo di circa il 10% legato sia alle spese fisse sia a quelle variabili. È il settimo rincaro consecutivo.
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