Da sempre considerati un accessorio estivo o a uso esclusivo di persone con problemi di vista, gli occhiali oggi vivono una nuova giovinezza diventando in un accessorio eclettico, must have, in grado di trasformare il proprio look in pochi secondi. I più richiesti? Quelli con montatura trasparente. Invisibili ma iconici.
Con la pandemia è aumentata la richiesta di modelli con le lenti anti luce blu e riposa vista. Ma gli esperti del mercato prevedono una crescita annuale dell'8,5% fino al 2028. Segno che l'occhiale non passerà presto di moda.
Rewop lancia su Mamacrowd la campagna di equity crowdfunding. Obiettivo 750.000 euro per sviluppare una tecnologia unica in Italia.
Lo speciale comprende tre articoli.
Da sempre considerati un accessorio estivo o a uso esclusivo di persone con problemi di vista, gli occhiali oggi vivono una nuova giovinezza trasformandosi in un accessorio eclettico, must have, in grado di trasformare il proprio look in pochi secondi.
La pandemia ha avuto un forte impatto sia sul mercato che sulle tendenze nell'eyewear per tutto il 2020. Se da una parte l'arresto della vita sociale ha visto una brusca franata nel segmento di occhiali da sole, il comparto ha invece visto un aumento esponenziale delle richieste di modelli Work From Home (WFH). Lo smartworking ha infatti costretto le persone a trascorrere più tempo davanti ai computer e ai telefoni cellulari, sia per lavoro che per il proprio intrattenimento. I tempi più lunghi davanti schermo e il conseguente aumento dell'affaticamento degli occhi hanno facilitato la necessità di utilizzare occhiali e lenti per la correzione della vista ma soprattutto l'adozione di occhiali anti-fatica e che siano in grado di bloccare la luce blu emessa dai dispositivi elettronici.
Secondo uno report che analizza la crescita del mercato da qui al 2028, si può a stimare un aumento di spesa annuale per il comparto ottico del 8.5%. A spopolare torneranno a essere gli occhiali da sole che oggi sono percepiti come un accessorio di moda di lusso. Lenti speciali, a volte colorate e graduate, ma anche in grado di proteggere gli occhi dall'esposizione diretta al sole, non sono più le priorità del consumatore. Nell'ultimo decennio, infatti, la vendita di occhiali da sole è aumentata rapidamente nel settore degli accessori di moda. Gli occhiali da sole servono il bisogno del consumatore di acquistare un accessorio alla moda ma che sia anche utile. Gli occhiali da sole hanno una domanda enorme tra la popolazione giovanile globale, soprattutto da parte di quei giovani che lavorano all'aperto o a contatto con le persone, gli appassionati di viaggi e gli sportivi.
A cambiare è stata anche la modalità di acquisto. Se prima l'occhiale andava per forza provato e indossato prima dell'acquisto, oggi con il Covid-19 e la popolarità di questo tipo di accessori sui social network, l'esigenza di toccare con mano o di vedersi allo specchio prima di effettuare una spesa, a volte importante, è venuta meno. Il segmento dell'e-commerce ha guadagnato una quota significativa di entrate nel 2020, in quanto le persone sono state incoraggiate a rimanere a casa e ad utilizzare i servizi online per gli elementi essenziali. Inoltre, l'aumento dell'adozione di dispositivi intelligenti, gli sconti e la possibilità di confrontare facilmente i prezzi e le caratteristiche degli occhiali offerti dai giocatori online hanno incoraggiato i clienti ad adottare sempre più l'opzione di acquisto online. I siti di e-commerce permettono anche agli utenti di leggere e scrivere recensioni sui prodotti, migliorando il viaggio del cliente e promuovendo l'uso dei canali di distribuzione e-commerce. La crescente popolarità del canale di distribuzione online ha portato a un notevole aumento del numero di start-up di occhiali online in tutto il mondo, come Eyewa, Hubble e Ace & Tate.
Per non dimenticare i trend della prossima stagione, spopola sul web la mania dell'occhiale - da vista o da sole - con la montatura trasparente. Non di quelle sottili, quasi invisibili. L'occhiale è importante, rotondo o squadrato, ma incolore, come la lente. L'accessorio perfetto, che si vede ormai sul volto di tutti i vip Oltreoceano e che sta conquistando anche il nostro Paese. E poi c'è l'immancabile occhiale da sole. Se le passerelle ci hanno mostrato un ritorno alla mascherina che copre tutto il viso, un po' stile inizio 2000 quando Gucci divenne simbolo di questi mastodontici occhiali da sole, per la prossima estate il modello a caramella, colorato e ovale sembra essere il preferito dalle star.
Cinque occhiali da avere nel proprio cassetto
Gentle Monster
<p>Trasparente ma importante. È la vera tendenza di questo 2022. Poco importa che la lente sia vera, finta, da sole o da vista. L'importante è indossarlo.</p>
Moda: occhiali Made in Italy, Rewop lancia su Mamacrowd la campagna di equity crowdfunding
Parte oggi su Mamacrowd, la più importante piattaforma italiana per investimenti in equity crowdfunding che permette di investire nelle migliori startup e PMI italiane, la campagna di
Rewop srl, la società di eyewear specializzata nella creazione di occhiali da sole e da vista di altissima qualità, 100% made in Italy, che unisce il know how artigianale all'innovazione digitale. Obiettivo della campagna è raccogliere 750.000 euro.
La società Rewop srl ha un suo brand indipendente, Rewop Milano, e Rwp Talent Hub, il polo milanese per la produzione di private label, che si pone come link tra le case di moda e le eccellenze artigianali italiane, fornendo ai brand un servizio chiavi in mano; un vero e proprio laboratorio creativo composto da giovani studenti e neolaureati provenienti da università come Marangoni, IED e Naba, in grado di fornire al cliente un supporto sotto tutti gli aspetti: dalla produzione/disegno degli occhiali, alla loro comunicazione.
E proprio per innovare Rwp Talent Hub è pensata la campagna di crowdfunding. L’ingresso di nuovo capitale, infatti, sarà indirizzato principalmente a sviluppare una tecnologia nel polo milanese, la prima nel distretto italiano del fashion, volta ad accorciare le tempistiche di prototipazione fino a 48 ore grazie all'utilizzo delle stampanti 3D, mettendo a punto così la prima tecnologia italiana capace di produrre gli occhiali in così poco tempo. In questo modo, non si rinuncerà al talento artigianale che caratterizza l’hub, ma si guadagnerà in tecnologia e innovazione.
Non solo: parte del capitale proveniente dalla campagna sarà destinato al potenziamento del team, che sarà dedicato allo studio del mercato e all’individuazione dei bisogni del consumatore, e al processo di internazionalizzazione: contestualmente all’hub milanese, il brand Rewop si aprirà in altri mercati. USA in primis, e poi sono allo studio mercati extra UE dove aprire cinque monomarca Rewop.
«Il nostro obiettivo principale - spiega Luca Marcolongo, responsabile produzione di Rewop - è quello di aiutare le piccole e medie realtà artigianali a connettersi con la fashion industry: Rwp Talent Hub è il link tra questi due poli altrimenti distanti gli uni dagli altri, con un grandissimo potenziale che altrimenti andrebbe sprecato». E continua Marcolongo: «Poi c’è Rewop, il nostro brand, che intendiamo far crescere e soprattutto far conoscere non solo in Italia ma anche all’estero».
«Ci auguriamo che Rewop possa raggiungere e superare molto presto l’obiettivo di raccolta che si è posto su Mamacrowd. La nostra piattaforma oggi non è solo uno strumento sempre più utilizzato da startup e PMI innovative per raccogliere capitali sul mercato ma anche un osservatorio prezioso sulle realtà più dinamiche e innovative che caratterizzano il panorama imprenditoriale italiano» ha affermato Dario Giudici, CEO di Mamacrowd.
Pezzo indispensabile per un look completo, sono uno dei simboli del made in Italy nel mondo: sono italiani infatti alcuni tra i principali player del settore dell'eyewear, che comprende montature da vista e occhiali da sole, come Luxottica, Safilo, Marcolin e De Rigo. Solo nel 2018 l'Italia ha esportato 69 milioni di paia da sole per un guadagno complessivo di circa 2,5 milioni di euro.
Edoardo Lauber, ad Polinelli: «In Italia l'occhiale da sole vive di emozioni». Sotto la sua guida, negli ultimi anni, l'azienda è cresciuta passando da 9 milioni di euro di ricavi a 25.
Sono l'accessorio preferito da uomini e donne. Oltre che a proteggere gli occhi dal sole sono preziosi alleati per aggiungere fascino. Per l'estate i modelli più gettonati sono quelli stile anni Cinquanta o simili alle maschere utilizzate da sciatori e ciclisti.
Lo speciale contiene tre articoli gallery fotografiche.
Pezzo indispensabile per un look completo, gli occhiali da sole sono uno dei simboli del made in Italy nel mondo: sono italiani infatti alcuni tra i principali player del settore dell'eyewear – che comprende montature da vista e occhiali da sole – come Luxottica, Safilo, Marcolin e De Rigo.
Dal 2010, come rivela Export Planning, il commercio mondiale di occhiali da sole ha conosciuto un trend di crescita ininterrotto. Nel 2017, secondo i dati del sistema informativo Ulisse, l'aumento è stato del 7,7% rispetto al 2016, a 7,8 miliardi di euro: a registrare le performance migliori è stato il segmento di occhiali da sole di fascia alta, che da solo ha raggiunto i 3 miliardi di euro.
Una tendenza che premia senza dubbio i produttori italiani, che da sempre sono specializzati in articoli di alta qualità apprezzati sempre più dai consumatori stranieri. A scegliere i prodotti di alta gamma sono soprattutto statunitensi e cinesi; ed è proprio il Paese del Dragone ad aver registrato i tassi maggiori di incremento dell'export. Nel 2006 la Cina importava occhiali da sole per poco più di 14 milioni di euro, mentre nel 2017 il valore dell'import è arrivato a 279 milioni. L'82% delle importazioni cinesi è composto da prodotti di altissima qualità: la quota di mercato italiana supera infatti il 50% ed è in ulteriore crescita. Un altro Paese in cui i consumatori hanno mostrato negli ultimi grande interesse verso gli occhiali da sole made in Italy, preferendoli ai più convenienti prodotti cinesi, è la Turchia, che nel 2017 è salita al dodicesimo posto tra gli importatori globali.
La tendenza si è confermata nel 2018, anno in cui le circa 900 aziende italiane attive nella fabbricazione di lenti e occhiali - secondo i dati di Anfao, l'associazione nazionale fabbricanti articoli ottici – hanno guadagnato circa 2,5 miliardi di euro grazie alle esportazioni di occhiali da sole, con una crescita dell'1,3% in un anno. I mercati principali sono prima di tutto gli Stati Uniti, che da soli hanno assorbito oltre un quarto (28,2%) di tutto l'export nazionale di settore. Seguono Francia (10%), Regno Unito (7,1%), Spagna (6,1%), Cina (5,6%), Germania (5,5%), Svizzera (3,2%), Hong Kong (2,7%), Corea del Sud e Turchia (2,4%).
Le esportazioni di montature, occhiali da sole e lenti valgono da sole il 90% della produzione del settore dell'occhialeria italiana, che nel 2018 è stata pari a 3,86 miliardi di euro, in crescita dell'1,6% rispetto al 2017. Se si considerano le esportazioni globali di occhiali da sole e montature, che nel 2018 valevano circa 18 miliardi di euro (-1% rispetto al 2017) la quota di mercato in valore riferibile all'Italia è del 21%, in leggera ripresa rispetto al 2017; una percentuale che pone il nostro Paese subito dietro la Cina. Ma se consideriamo solo la quota relativa ai prodotti di fascia alta, nota Anfao, le esportazioni italiane sarebbero al primo posto nel mondo, con una quota vicina al 70% in valore. Per quanto riguarda il volume, invece, l'occhialeria italiana nel 2018 ha esportato 103 milioni di paia di occhiali, con un calo dello 0,2% rispetto al 2017. Di questi, 69 milioni di paia sono di occhiali da sole (il 67%) e 34 milioni sono di montature da vista (33%).
Diversa la situazione sul mercato interno, in cui il 2018 ha fatto segnare per il secondo anno consecutivo numeri in calo. Per quanto riguarda il sell-in – cioè la quantità di prodotti in arrivo nei punti vendita – nel 2018 la diminuzione è stata dello 0,8% in valore, mentre sul fronte del sell-out – cioè i consumi – in base ai monitoraggi di Gfk il calo è stato dello 0,7%, per un valore complessivo di circa 2,9 miliardi di euro. In Italia la dinamica dei consumi di montature e occhiali da sole mostra una crescita per i segmenti di fascia molto alta (lusso) o di fascia molto bassa (private label), a discapito della fascia medio-alta. In particolare, per gli occhiali da sole Anfao segnala una significativa perdita di quota di mercato nel canale di vendita ottico, a favore soprattutto delle vendite online.
Chiara Merico
Edoardo Lauber, (Polinelli): «Spopolano le lenti blu ma fate attenzione...»
Edoardo Lauber, amministratore delegato del gruppo Fgx Polinelli, ha un'esperienza pluridecennale nel campo delll'occhialeria avendo ricoperto incarichi di alto livello in Safilo e altre aziende del settore. Sotto la sua guida, negli ultimi anni, Polinelli è cresciuta passando da 9 milioni di euro di ricavi a 25. In un'intervista con La Verità, racconta i retroscena del settore sole, che in maniera sempre più massiccia si trova a dipendere dai trend del momento.
Qual è lo stato del comparto sole in Italia?
«Il sole in Italia vive di emozione. Ci sono dei momenti in cui un particolare modello diventa cult e fa così da traino per l'intero mercato. Parliamo del modello "Pilot" di Rayban, oppure del "Champions" di Carrera che era diventato l'occhiale più iconico del 2009. Lo hanno seguito il "So Real" di Dior e quelli firmati Tom Ford. Di solito sono i giovani a decretare il successo di un modello. Parliamo della fascia 18-24».
Qual è il modello cult per il 2019?
«Non c'è. Capitano anni in cui è impossibile identificare un particolare modello e il 2019 è uno di questi».
Come risponde il mercato alla mancanza di un trend?
«Sicuramente ne risente. Soprattutto per quanto riguarda la vendita da parte degli ottici. Quando non c'è un trend, la necessità di comprare si sente molto meno e di conseguenza chi acquista spesso sceglie modelli "usa e getta" che hanno un costo inferiore ai 129 euro, che è un po' il prezzo di partenza per un occhiale di marca».
Un prezzo più basso spesso significa una qualità peggiore…
«Mi sento in dovere di fare una precisazione su questo tema. Non sempre un occhiale da 40 euro ha una cattiva lente. Certo, bisogna acquistarlo da aziende serie e non su una bancarella, ma quello che solitamente fa abbassare il prezzo è la montatura. Mentre i marchi di lusso mettono una particolare attenzione ai materiali (solitamente usano l'acetato, ndr) e alla finiture, che possono essere vicine alla gioielleria, gli occhiali a basso costo sono prodotti con plastica iniettata».
Possiamo parlare quasi di due mercati che si muovo in parallelo?
«Sì, esiste il business model che vede l'occhiale come un accessorio. Ecco allora che si va ad acquistare un nuovo paio nei negozi di moda oppure online. Poi c'è il settore di lusso, qui il maggiore luogo di acquisto sono ancora gli ottici, che possono offrire un servizio completo al cliente e un'assistenza unica».
Quando si vende l'occhiale da sole?
«Ormai la vendita è concentrata nei mesi estivi. Si è persa l'idea di regalare l'occhiale da sole a Natale, cosa che accadeva spesso qualche anno fa. Resta ancora la nicchia degli modelli per lo sci, con una lente solitamente specchiata e più chiara rispetto a quella che si usa d'estate, ma appunto è un settore minore».
Ci ha detto che manda un modello di punta, ma quali sono i trend per quest'estate?
«Negli ultimi anni abbiamo visto che si punta più sulla bellezza che sull'utilità. L'occhiale è diventato a tutti gli effetti un accessorio per completare un particolare look. La lente specchiata ormai è out, sostituita da quelle che in gergo tecnico chiamiamo "lenti cosmetiche" che sarebbero lenti dai colori pastello: rosa, giallo, azzurro. Per quanto riguarda la montatura, dopo tanti anni in cui l'acetato l'ha fatta da padrone si torna al metallo».
Qual è la strategia giusta per rilanciare le vendite dall'ottico, al fronte di questo ampliamento del mercato?
«L'occhiale fotocromatico prenderà sempre più piede nei prossimi anni. Parliamo di quella lente quasi trasparente che diventa più scura in base all'ambiente circostante. Mentre qualche anno fa, questo tipo di occhiale era considerato "medico" oggi, grazie alle nuove tecnologie, è possibile dare qualsiasi tinta alla lente, dando vita a un occhiale vero e proprio».
Anche gli occhiali con lente blu stanno spopolando…
«Pochi sanno che gli occhiali per computer sono occhiali da sole a tutti gli effetti. L'unica differenza è che la lente protegge dai raggi UV fino a livello 200, mentre l'occhiale tradizionale raggiunge i 400. Grazie a una forte comunicazione non solo a livello pubblicitario, ma anche medico e scientifico, questo mercato si è davvero ampliato nell'ultimo anno».
Cosa cerca un cliente interessato a questo tipo di occhiale?
«Chi ha altri problemi di vista, chiede il trattamento per luce blu quando fa le lenti. È l'unica aggiunta che è il cliente finale a chiedere, mentre antiscratch e anti riflesso vengono spesso ignorati. Poi c'è chi non è miope o astigmatico e compra gli occhiali solo per avere una protezione in più davanti agli schermi. Stiamo assistendo anche a tanti genitori e nonni che comprano questo tipo di occhiali da regalare ai figli e ai nipoti che stanno sempre davanti allo smartphone».
Polinelli
Rotondi, con le lenti colorate o a mascherina: gli occhiali sono preziosi alleati nel look di uomini e donne
Sono oggetti utili e funzionali eppure seguono le tendenze moda come un abito. Gli occhiali sono accessori per tanti indispensabili per altri un vezzo decorativo nella cura estetica di una parte del corpo sempre esposta come il volto. Per questo l'idea fashion per attualizzare una forma o il materiale innovativo scelto di volta in volta sono ormai fondamentali. Le pesanti montature nere che si usavano alcuni anni fa, in stile Blues Brothers, sono tutt'altra cosa dai tondi di metallo di stile ottocentesco ma sempre attuali; le lenti violette o azzurrate, molto popolari, continuano a essere usate per l'aperitivo estivo e non solo. D'altronde l'uso degli occhiali, più o meno scuri, nella vita quotidiana, oltre a proteggere gli occhi da una luce troppo intensa, è ambiguo. Hanno sempre l'effetto di nascondere lo sguardo di chi li porta e di creare una sorta di schermo con il mondo che permette di guardare senza essere visti. Non un caso che i "duri", almeno quelli del cinema, spesso ostentino lenti scure o a specchio per un effetto maschera. E chi non è un attore, sa benissimo che gli occhiali sottraggono chi li porta a quel contatto immediato che solo guardandosi negli occhi si può creare. Sono preziosi alleati per aggiungere fascino.
Per un motivo o per un altro tutti hanno un paio di occhiali e come a ogni estate che si rispetti, le proposte modaiole sono tante e variegate. Uno dei diktat di questa stagione è il colore diventato fondamentale. Intramontabili sono quelli in stile aviatore. Il trend degli occhiali da sole a goccia continua la sua ascesa. Gli occhiali a forma di occhio di gatto hanno una silhouette iper sensuale e un allure bon ton. Oltre ai cat-eye, ad alto tasso di sensualità lo sono anche le forme a farfalla, tanto meglio se impreziosite di cristalli luminosi. Sia i sunglasses dalla forma rotonda che quelli squadrati sono un vero e proprio must, soprattutto le varianti maxi da vera star. Ce ne sono per tutti i gusti: con le lenti degradé nei colori dolci come il rosa o l'azzurro cielo, ma anche i più classici tartarugati. Dal mood decisamente sportivo sono le mascherine, super cool. Si possono usare sia con un paio di jeans che con un abito elegante per un gioco di contrasti irriverente. D'altronde i mix & match di stile sono un vero trend. La mascherina fa pensare a quelli indossati dai ciclisti e dagli sciatori. Per questo i materiali sono assolutamente innovati e tecnici. Per di più i colori sono accesi proprio come quelli fluorescenti. Non si passerà di certo inosservati.
Su un giro d'affari mondiale di circa 17 miliardi di euro, il fatturato 2017 generato nei
nostri confini si è attestato a 692 milioni. Le importazioni sono stabili a 178 milioni (86 nell'Ue e 92 al di fuori),
mentre l'export è in crescita di oltre 60 milioni rispetto al 2016.
Il pezzo intero negli ultimi due anni ha raddoppiato le vendite mentre il comparto dei due pezzi è diminuito del 7%.
La moda dell'estate si chiama upside down e consiste nell'indossare la
parte sopra del bikini al contrario. A lanciare questo trend è stata la
bergamasca Valentina Fradegrada, ora tra le favorite al titolo di «rookie» dell'anno della rivista Sports Illustrated.
Il boxer arrotolato fino all'inguine e quell'effetto alla «Pippo Inzaghi a Formentera» sono passati di moda. Per l'estate l'uomo sceglie il pantaloncino colorato e con stampe che ricordano mete esotiche o animali in via d'estinzione.
Guida ai cinque accessori da abbinare per vivere un'estate all'ultima moda.
Lo speciale contiene cinque articoli.
INFOGRAFICA
Poco importa se passerete l'estate sdraiati su spiagge bianche caraibiche o all'Idroscalo di Milano. E ancor meno cambierà qualcosa ai followers su Instagram se i vostri scatti estivi saranno memorie a bordo di yacht extra lusso al largo della Costa Smeralda o fatti nella vasca di bagno di casa. L'importante è che, per questa torrida estate 2018, indossiate la parte sopra del vostro bikini «upside down». Ovvero: sottosopra.
Avete letto bene. Per essere davvero alla moda non serviranno costumi interi con cinture come quelli sfoggiati dall'italianissima fotografa e influencer Nima Benati, e tanto meno slip sgambatissimi come quelli mostrati a favor di iPhone dalla più grande delle sorelle Kardashian, Kourtney, recentemente passata dalle coste italiane per le sue vacanze. Tutto quello che serve è il classico triangolino del bikini, quello che tenevate nel cassetto perché tanto non lo porta più nessuno, indossarlo al contrario (ovvero con la base del triangolo verso il collo) e annodare i lacci stretti stretti sotto il seno, nascondendone, ovviamente, le estremità. Più facile a farsi, che a dirsi. Ovviamente. Il boom dell'«upside down» bikini è, per una volta, tutto italiano. A lanciare il trend, che ha colpito modelle come Alexis Ren, finita sulla copertina del noto settimanale Sports Illustrated, è stata Valentina Fradegrada, instagrammer e imprenditrice bergamasca. A lei va il merito di aver iniziato a indossare il noioso triangolino al contrario e averlo riportato all'apice del successo. Su Instagram, ormai social di riferimento per riconoscere i nuovi trend nel campo della moda, le foto pubblicate con l'hashtag #upsidedownbikini sono ben oltre il migliaio e raccontano perché questo fenomeno piaccia così tanto. Stringendo bene i laccetti sotto il seno, infatti, si guadagna quasi una taglia in più rispetto a quella normalmente sfoggiata e l'abbronzatura non risente degli odiosissimi segni bianchi lasciati dal sole. Una doppia vittoria, insomma, per le malate di moda e tintarella.
C'è da dire che il mondo dello swimwear, ovvero tutto quel settore che comprende non sono i costumi da bagno ma anche l'abbigliamento da spiaggia o piscina, è uno dei settori che le case di monda da qualche anno osservano con più attenzione. Secondo i dati di Edited, una società che aiuta retailer come Topshop e Ralph Lauren a mettere sul mercato il prodotto giusto al prezzo giusto, il comparto dei costumi da bagno (e di tutti gli accessori a essi collegati) risulta in crescita grazie al fatto che i viaggi verso destinazioni esotiche o marittime rappresentano il 41% delle scelte dei vacanzieri.
Dimenticandoci per un istante dell'upside down bikini, la domanda che rimbalza di più sui social network sui forum al femminile rimane tuttavia una soltanto: quest'anno va il costume intero o il due pezzi? La risposta è semplice. Entrambi. Dopotutto, è Edited che spiega come una donna abbia nel suo armadio una media di quattro costumi. Dati alla mano, il costume intero negli ultimi due anni ha raddoppiato le vendite mentre il comparto dei bikini è diminuito del 7% nel primo trimestre 2018.
Tra i fattori che hanno comportato la crescita del settore vi sono anche i molteplici festival che si tengono stagionalmente in tutto il mondo, come il Coachella o il Burning Man, in cui un buon costume è sempre la base di un look più elaborato. Il detto delle nonne «chi meno spende più spende» torna utile anche nel mondo dello swimwear. Ma questa volta non di certo con un'accezione negativa. Il fast fashion viene infatti in soccorso a tutte coloro che vogliono cambiare il loro costume almeno una volta al giorno e che, per una settimana di vacanza, mettono in valigia almeno 14 cambi. «Perché non si sa mai».
Quel che certo è che per questo 2018 le donne in media acquisteranno quattro costumi da bagno da tenere nel loro armadio e, quasi sicuramente, almeno due di questi rispetteranno i dettami delle mode social. Largo quindi al rosso, specialmente per i costumi interi, dalle linee semplici, come quelli usati in Baywatch. Il remake della più nota serie tv californiana e il look alla Pamela Anderson sono tornati di gran moda tanto che il segmento dei costumi vermigli ha visto un aumento, nell'ultimo anno, dell'83%. Il comparto bikini invece subisce l'influenza di due trend completamente opposti tra loro. Se da una parte infatti si vedono sempre più slip a vita altissima, da portare con top a balconcino con il ferretto ben in vista che strizzano l'occhio a quelli che indossava la biondissima Brigitte Bardot, dall'altra la tendenza è al minimal più assoluto. Il perizoma, per la gioia di molti, è tornato. Revolve, il brand statunitense più in voga tra le influencer di tutto il mondo, ha lanciato un costume così piccolo da non lasciare nulla all'immaginazione. I colori, oltre ai classici bianco, nero e rosso, sono i più svariati e spaziano dal fluo ai pastello. Ambasciatrici di questa tendenza sono Emily Ratajkowski e Bella Hadid che, statuarie, si mostrano con la loro abbronzatura perfetta e senza segni, e cordini di costumi così sottili da domandarsi come facciano a stare su.
La moda del minimal estremo in spiaggia non è destinata a durare solo una stagione. A Miami si è appena conclusa l'edizione estate 2019 della fashion week dedicata al mondo dei costumi da bagno. In passerella hanno sfilato modelli di bikini minuscoli che coprono solo il minimo indispensabile, abbelliti spesso da pietre semi preziose o ricavati da tessuti preziosissimi. A essere pressoché invisibili anche i costumi interi che, nel 2019, diventeranno un insieme di lacci e pezzi di tessuto, creazioni degne di maestri di bondage, e in grado di risvegliare i più bollenti spiriti.
Marianna Baroli
In Italia il settore fattura 692 milioni
L'Italia detiene circa il 4% del mercato mondiale dei costumi da bagno. Su un giro d'affari mondiale di circa 20 miliardi di dollari (al cambio attuale circa 17,2 miliardi di euro), il fatturato 2017 generato nei nostri confini del settore del beachwear, come lo chiamano gli addetti ai lavori, si è attestato a quota 692 milioni di euro.
I dati arrivano dal centro studi del settore Sita Ricerca che spiega come il giro d'affari rispetto al 2016 sia aumentato del 2% circa. La parte del leone in Italia e nel mondo la fa il settore dei costumi da bagno femminili, in particolare il bikini.
Nel nostro Paese questo tipo di indumenti pesa per il 63% del fatturato. Il resto si divide tra il 20% generato dai costumi da uomo e il 17% da quelli per l'infanzia.
La caratteristica peculiare di questo settore è che gli acquisti online sono ancora un ricordo lontano. Chi compra un costume da bagno nel nostro Paese lo fa ancora alla vecchia maniera. Il 52,9% de acquisti viene svolto tramite negozi monomarca, il 12,7 attraverso punti vendita multimarca e solo 6,9% attraverso la Rete. Il 17%, invece, si affida ai grandi magazzini, il 3,8% attraverso venditori ambulanti (la stessa quota di chi compra al supermercato).
Sarà forse anche per la predilezione a comprare in negozi fisici che spesso il cliente medio di questo settore riesce nel 54% a spuntare un prezzo ribassato. Solo il restante 46% acquista invece a prezzo pieno.
Va detto, inoltre, che su 692 milioni di fatturato 2017, 136,5 milioni derivano dalle esportazioni (106,7 milioni all'interno dell'Ue e 29,7 al di fuori), 178,8 dalle importazioni (86,8 nell'Ue e 92 al di fuori) e il resto viene prodotto e venduto in Italia. Il mercato italiano si basa dunque su produzione e consumi interni: 376 milioni di euro su 692, circa il 54% del totale.
In termini di esportazioni, Spagna, Germania e Francia sono i nostri mercati più importanti. Nel 2017 abbiamo spedito verso Madrid 19,7 milioni di euro di costumi da bagno prodotti nel nostro Paese. Si tratta del 14,4% del totale, spiegano i numeri forniti da Confindustria Moda ed elaborati da Sistema Moda Italia. Al secondo posto troviamo la Germania dove nel 2017 sono arrivati 19 milioni di euro di costumi dall'Italia, il 13,9% del totale. Poco più sotto in classifica troviamo la Francia che riceve dall'Italia 18,85 milioni di costumi, il 13,8% del totale. Queste tre nazioni sono di gran lunga le più importanti: in Inghilterra, quarta in posizione, arrivano l'8,9% dei nostri costumi per un totale di 12,2 milioni di euro. Spagna, Germania e Francia si prendono, tirando le somme, il 42,1% delle nostre esportazioni.
I Paesi destinatari cambiano quando si parla di importazioni. La Cina gioca di gran lunga la parte del leone. In Italia sono arrivati nel 2017 42,4 milioni di euro di costumi, il 23,7% del totale. In poche parole, quasi un costume su quattro che viene venduto nel nostro Paese arriva dalla Repubblica Popolare.
In seconda posizione, anche se piuttosto distaccata, troviamo la Francia che importa il 13,5% dei costumi per un valore di 24,1 milioni. Non troppo in là c'è la Croazia: in questo caso vengono importati 21,7 milioni di euro di merce, il 12,1% del totale. In quarta posizione c'è la Tunisia che incide per il 6,1% delle importazioni con un valore di 10,9 milioni. Anche in questo caso i primi tre Paesi importatori si contendono il 49,3% del mercato delle importazioni in Italia.
Per il 2018, il settore al momento vede qualche nube all'orizzonte. Sempre secondo i dati Confindustria Moda ed elaborati da Sistema Moda Italia, nel nostro Paese, nel periodo gennaio-aprile, le importazioni sono calate del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2017 (per un totale di 93,6 milioni di euro). Migliore è invece la sorte delle esportazioni che, nello stesso periodo sono cresciute dell'1,5% a quota 62,3 milioni.
Gianluca Baldini
Basta una settimana per avere un costume fatto a mano e unico al mondo
Per una donna non c'è nulla di peggio che presentarsi in qualche locale e trovare qualche sconosciuta con indosso lo stesso abito. Esprimere la propria individualità è il desiderio di ogni donna (e uomo). Così mentre i grandi marchi offrono servizi di personalizzazione e «made to order», Roberta Carrino, una giovane ragazza napoletana ha deciso di creare il suo marchio di swimwear completamente fatto a mano: Erre bikini. In un laboratorio che al momento gestisce da sola crea bikini all'uncinetto in base alle specifiche richieste della sua clientela, dal colore al taglio, per farle sentire al meglio. Perché in fondo «ogni cliente è come un'amica».
Come hai imparato a fare costumi da bagno all'uncinetto?
Ho imparato da mia zia, che già 20 anni faceva questo tipo di costumi e li rivendeva ai negozietti del nostro paese. Imparare non è stato facile, all'inizio i costumi mi venivano sempre uno più grande, uno più piccolo. Ci sono voluti due mesi prima che riuscissi a creare il mio primo bikini. È un lavoro duro, ma dà molta soddisfazione.
Da dove nasce il nome Erre Bikini?
Stavo giocando con le Instagram stories e scrivendo per esteso l'iniziale del mio nome - R di Roberta - e muovendo un po' le lettere sembrava che queste si stringessero in un abbraccio. Penso sia visivamente d'impatto e molto significativo perché racchiude la storia d'amore che c'è tra me e il mio lavoro.
Il punto di forza del tuo brand è l'unicità di ogni prodotto. Come ti approcci a un nuovo ordine?
Quando produco un costume me lo immagino indosso alla persona che dovrà acquistarlo. Mi rende felice sapere che qualcuno lo indosserà. Per questo faccio di tutto per instaurare un rapporto sincero con le mie clienti. Con loro parlo, ascolto e da loro traggo ispirazione. È un po' come se diventassero mie amiche.
Quello dei costumi da bagno è un cercato in continua crescita. La competizione ti spaventa?
Non proprio. Con Erre Bikini ho cercato di fare qualcosa di semplice ma di tendenza, cercando di rispondere al meglio alle esigenze del mio target.
A proposito di tendenze, qual è secondo te la moda dell'estate?
Quando si tratta di costumi penso si debba sempre aggiungere un tocco scintillante. La parola chiave del mio brand infatti, oltre che uncinetto, è lurex.
Come fai a farti conoscere?
Mi affido principalmente a Instagram. Investo la maggior parte delle mie risorse nei prodotti, perché per me la qualità viene prima di tutto, quindi ho deciso di usare i social per la comunicazione. Ho anche collaborato con alcune influencer che mi hanno portato ad avere ottimi risultati. Sulla mia pagina lascio che siano i miei prodotti e i sorrisi delle mie clienti a parlare.
Mariella Baroli
Addio all'effetto calciatore con il boxer arrotolato: ora va il pantaloncino colorato
Il modello Fabio Mancini nella campagna Zeybra Portofino
Zeybra Portofino
E l'uomo in spiaggia come si vestirà?
Il boxer resta senza dubbio il re indiscusso dell'estate. Semplice, comodo, ma allo stesso tempo glamour non distoglie l'attenzione dal fisico scolpito a fatica nelle lunghe sessioni di pesi in palestra.
Per non sbagliare, scegliete qualcosa di coloratissimo, con stampe di animali come le tartarughe, le balene e le scimmiette proposte da Vilebrequin. Per osare, perché invece non provare con un boxer con i fiori o con i fenicotteri rosa come quelli di Intimissimi? Per mostrare «chi comanda» anche in spiaggia, la scelta non può che ricadere sul pantaloncino con lo squalo. Il predatore degli abissi è il protagonista della collezione di Mc2 Saint Barth nata in collaborazione con National Geographic. E che dire delle stampe pattern di Zeybra Portofino? Incantevoli se abbinate, per esempio, a una classica camicia bianca di lino. Colori accesi e pattern anche per Dolce & Gabbana che porta in spiaggia costumi ispirati alle maioliche siciliane. L'oro, quello più scintillante, è invece il colore scelto da Moschino per la sua linea mare. Indossarlo, forse, vi farà sentire come Rocky, la creatura del Rocky Horror Picture Show, ma lascerà senza dubbio il segno.
Per chi preferisce la semplicità del tinta unita, Yamamay ha creato boxer di ogni lunghezza nei toni del rosso, del blu scuro, oltre ai classici bianco e nero, tanto amati anche dagli uomini. Spazio anche allo slip, in questa estate 2018 che sembra segnare il ritorno del minimalismo per tutti i sessi. In questo caso il consiglio è solo uno: cercate di essere meno appariscenti possibile. Scegliete colori semplici, modelli non estremamente fascianti o sgambati. Abolite le scritte sul didietro, i colori fluorescenti o i disegni a sorpresa: quelli lasciamoli ai comici per i loro sketch.
Ricordate anche che gli slippini da bagno sono davvero difficile da indossare e sono un modello adatto quasi esclusivamente a chi ha un fisico scolpito.
Non per questo, però, vi sarà concesso arrotolare i boxer fino all'inguine.
L'effetto calciatore è passato di moda da tempo e l'effetto non sarà certo alla «Pippo Inzaghi a Formentera» ma piuttosto simile al pannolone su un bambino un po' troppo cresciuto. Abbronzare le cosce, per un uomo, non è un obbligo. Ma se proprio ci tenete, cambiatevi. Mettete uno slip per le vostre ore sul lettino sotto il solleone, e poi tornate al boxer.
Marianna Baroli
Iper agghindate. L'estate 2018 è fatta di accessori
Parure Collection
Collane che si sovrappongono e orecchini che riempiono i lobi. Gonfiabili griffati, teli mare divertenti, code da sirena e accessori iper tecnologici che ti ricordano quando è il momento di bere.
Oltre al costume da bagno c'è molto di più. L'universo della moda mare si compone infatti anche di tutti quegli accessori che servono a completare il look durante le giornate d'estate.
A lanciare l'ultima moda in fatto di accessori da spiaggia sono state come sempre le sorelle Kardashian. Sono bastati pochi scatti pubblicati sui loro profili Instagram per sancire che il brand dell'estate - in fatto di gonfiabili - è Funboy. L'azienda, nata nella soleggiata California solo tre anni fa è diventata famosa per le sue stravaganti creazioni. Il must have di quest'anno? Lo yatch gonfiabile con tanto di porta vivande in poppa.
Anche le maison di moda italiane si sono fatte conquistare dal brand californiano. È il caso di Missoni che ha deciso di collaborare con loro per creare un materassino che riproduce le ali di una farfalla coloratissima e che ricorda i celebri tessuti del brand varesotto. Il costo per prendere il sole con delle ali di Missoni? Centoquarantotto dollari.
Se il gonfiabile di design non fa per voi, allora buttatevi sul cibo. Sì, avete capito bene. Goolp, il sito italiano specializzato in prodotti per la casa e il tempo libero offre una vastissima scelta. Dal materassino ciambella a forma di ciliegia a quello a forma di avocado per i più salutisti, passando per il tradizionale cono gelato e gli orsetti gommosi.
Ma oltre allo yacht gonfiabile, e alla sua variante moto d'acqua, quali sono gli accessori imperdibili per l'estate?
Senza dubbio alcuno vi è la coda da sirena. Da indossare come una calza, arriva fin sotto l'ombelico ed è l'accessorio perfetto per chi predilige il bikini. I colori, ovviamente, sono cangianti e cambiano nuotando, creando spettacolari giochi di luce nel mare o in piscina. Il costo, in questo caso, è modestissimo: solo 79 euro per vivere un'estate da Sirenetta.
E che dire del telo mare? Il classico salviettone non va più di moda. Ora, il telo si abbina al costume. Come quello a strisce bianco e rosso, brandizzato Barbie, in vendita su Asos.it e prodotto da Missguided. O come quelli di Wild'n'wet, sempre disponibili su Asos, a forma di ghiacciolo, hamburger o ciambella.
Immancabile anche Ulla, il dispositivo a forma di goccia da attaccare alla propria bottiglia d'acqua e che ricorda, a intervalli regolari, di bere. Utilissima, soprattutto durante le lunghe sessioni di tintarella all'ora di pranzo.
Per finire, impossibile non tornare ancora alla moda. Parure collection è il brand preferito dalle ragazze di tutta Italia per questa estate. Per un look stravagante abbinate cinque o sei collanine. La combinazione perfetta è composta dal cornetto smaltato, il girocollo con le stelline colorate, l'icona sacra, la propria mini iniziale e il choker con le conchiglie. Se proprio volete esagerare, spazio anche agli orecchini coloratissimi. Sbirrazzitevi con i lobetti a forma di cactus o con la vostra iniziale, aggiungete il tirannosauro tutto di swarovski verdi e, perché no, qualche fake earcuff o un mini tubolar colorato come il vostro cornetto. La scelta è vastissima, e le combinazioni a migliaia. Ma non temete. Marica, l'ideatrice dello shop, vi saprà consigliare alla perfezione come creare il look perfetto per voi.