Al Senato il Movimento rischia l’irrilevanza
Si tratta per limitare i dissidenti: la divisione può far crollare il peso politico del M5s.
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Si tratta per limitare i dissidenti: la divisione può far crollare il peso politico del M5s.
La partita che si è giocata in Aula non chiude quella sulle poltrone. In ballo i vertici di Cdp, Fs e Rai. I centristi sono in prima fila e il capo di Iv e non rinuncia alle sue mire.
Cari lettori, sono convinto che ieri molti di voi abbiano sperato in un regalo e cioè che Giuseppe Conte in Senato non riuscisse a raggiungere i numeri necessari a conservare la poltrona. Purtroppo, com'era ampiamente prevedibile, almeno per noi, il…
Giuseppe Conte sterza su legge elettorale e ossequi alla Cina, poi raduna voltagabbana e «volenterosi» e passa a Palazzo Madama anche grazie ai senatori a vita: 156 i sì. Rissa e «Var» sui voti di Lello Ciampolillo e Riccardo Nencini.
Il leader leghista attacca a testa bassa Giuseppe Conte, chiamato con il titolo di studio, e i tentativi del governo di trovare i numeri al Senato. Cita Beppe Grillo: «I senatori a vita non muoiono mai». Scoppia la bagarre, interviene…
Il segretario dem ammette: «La strada è strettissima». Così, se la maggioranza in Aula fosse troppo al di sotto di quota 161, potrebbe dare l'assenso al ritorno alle urne, pur di liberarsi di Matteo Renzi. Con il beneplacito del Colle.
Il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo: «Dalla manovra ai vaccini, siamo in mano a un governo di pasticcioni. Se non bloccano le cartelle esattoriali scoppierà lo scontro sociale. E arrivano anche nuovi vincoli bancari».
Anche in questa legislatura si moltiplicano i cambi di casacca tra i partiti. I più colpiti sono i due al governo, Pd e M5s: uno decimato dai renziani, l'altro dagli espulsi. E dagli scontenti.
Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo: «Le indicazioni del Cts sono state disattese. Il lockdown ha penalizzato il Sud, che poteva restare aperto. Ora rischiamo di vanificare tutti i sacrifici facendo entrare gli immigrati».
Restano le divisioni. Ok del governo a 20 miliardi di extra deficit, ma in Senato numeri sempre più risicati.
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