La sinistra controlla da 50 anni la scuola. Ma ora il problema sarebbe Valditara
La polemica sul ministro è fumo negli occhi, il vero scandalo è il sistema didattico che propaganda la cultura progressista.
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La polemica sul ministro è fumo negli occhi, il vero scandalo è il sistema didattico che propaganda la cultura progressista.
Mentre, in assenza di prove, imperversa ancora la polemica sullo squadrismo nero, in città arriva il corteo dei «buoni»: peccato che sia zeppo di bandiere sovietiche e accolga un esponente locale dem al grido di «fascio di m...», facendolo scappare.…
La scazzottata davanti al liceo Michelangiolo viene agitata dai progressisti per urlare al ritorno del regime. L’ondata di indignazione ha anche stravolto l’esatta dinamica dei fatti. Che non è come l’hanno raccontata.
Lo studio: la didattica a distanza non ha diminuito i contagi tra anziani e fragili. Mentre ha avuto «effetti gravi e di lunga durata sull’apprendimento degli studenti e sulla loro salute mentale». Madri penalizzate sul lavoro.
«La Stampa» contro il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari: «Propone il tiro a segno ai ragazzini». Lui smentisce, Massimo Giannini balbetta. Surreale Giuseppe Conte: «Avrà pure negato, però ama i fucili».
Via libera della Commissione Ue alla Germania, che aveva chiesto tempi più lunghi. Roma non ha ancora invocato modifiche. Ma, dalle gare andate deserte ai bandi per trattori inesistenti, i problemi non mancano.
Dopo i medici, altro filone per le società che forniscono personale: gli educatori di sostegno alle scuole. Che li usano come insegnanti.
La scrittrice, che ha fatto il concorso da docente elementare, boccia l’istruzione 4.0: «I bambini disimparano a pensare, inoltre da un lato sono spinti a performare e dall’altro sono trattati come “fragili” da tutelare. L’ideologia al potere uccide la fantasia».
Sondaggio del governo Uk: i Dpi ostacolano l’apprendimento. Ma da noi i presidi tornano a imporli anche quando non previsti.
La presidente della Fidae: «Si stracciano le vesti per i finanziamenti destinati ai ragazzi diversamente abili delle nostre scuole. Dopo anni di discriminazioni non li vogliono ancora trattare come gli alunni delle statali».
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