Allarme fascismo? È molto più concreto il rischio di censura
Gli intellò esigono lo scioglimento di Forza nuova, come se fosse un editore non schierato da estromettere dal Salone di Torino.
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Gli intellò esigono lo scioglimento di Forza nuova, come se fosse un editore non schierato da estromettere dal Salone di Torino.
Farsa a Torino: l'editore bandito nel 2019 per «fascismo» riceve una chiamata ufficiale per la nuova edizione. Retromarcia sul bavaglio? Macché: «È stata inviata per sbaglio».Lezione (di sinistra) ai progressisti. Insistere sull'odio produce più odio. Il saggio di Valentina Pisanty…
Dall'editore cacciato dal Salone del libro fino alle invettive contro il «maschilista» Alain Delon, le élite riscoprono l'antico vizio: ridurre al silenzio le voci sgradite.
Etichettare come di destra il fascismo, fondato da un socialista e rivolto ai proletari, è un artificio per arrivare all'infernale dittatura del politicamente corretto. Chi ha quel marchio perde i diritti, a partire dalla libertà di parola. Il nazismo sopravvive…
Al Lingotto gli stand sono pieni di opere, come le barzellette su «froci» ed ebrei di Ascanio Celestini, che, scritte da autori di destra, darebbero scandalo. E mentre i partecipanti difendono la censura (vera) di Altaforte, piangono per quella (finta)…
L'editore Francesco Polacchi: «Ero di sinistra, maglia del Che e cortei pro spinelli: cambiai idea in reazione a mio padre. Per dichiararmi fascista alla “Zanzara" ho scelto il momento sbagliato».
Nei loro testi (leciti), gli intellò teorizzano la fine del sistema politico dell'Occidente.
Sono nato mentre scoppiava la Seconda guerra mondiale e ne ho conosciuti parecchi. Erano anticonformisti, coraggiosi e schivi. Il totalitarismo allora era reale: chi oggi finge di vivere sotto un regime rasenta l'assurdo.
Finisce la rassegna segnata dalla guerra a un piccolo editore. E pure Nicola Zingaretti (Pd) loda la polizia culturale.Anche l'autrice del volume-intervista a Matteo Salvini chiederà i danni agli organizzatori. E quando si è presentata al Lingotto, dallo stand Feltrinelli…
Lo storico direttore generale di Mondadori Gian Arturo Ferrari: «Un codice etico che vagli i presenti al Salone del libro? E quale tribunale giudica?»
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