E la sinistra piange sugli stipendi da fame che ha generato quando era al potere
Dalla flessibilità al Jobs act, il partito che ha punito i lavoratori è il Pd. Una forza quasi sempre al governo nell’ultimo decennio.
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Dalla flessibilità al Jobs act, il partito che ha punito i lavoratori è il Pd. Una forza quasi sempre al governo nell’ultimo decennio.
Monito del presidente della Repubblica sul costo della vita e la crisi che mette in difficoltà le famiglie. Una presa di coscienza dalle tempistiche sospette e che non nomina il principale responsabile: l’Unione europea e le sue politiche di austerità.
Paolo Capone (Ugl): «Moduliamo sui territori gli sgravi fiscali a premi e welfare». Anche la Cisl spinge sui contratti di secondo livello.Lavori Superbonus: Mantiene l’aliquota del 65% solo chi ha iniziato la ristrutturazione entro il 15 ottobre.
Il giuslavorista Pietro Ichino: «Non si possono ignorare le differenze del costo della vita».
Mentre crescono precarietà e impieghi saltuari, la sinistra preferisce occuparsi di Ius scholae e ddl Zan. Così i lavoratori, traditi da chi dovrebbe rappresentarli, cercano tutela a destra. A partire dalle pensioni, sulle quali Enrico Letta difende l’odiata riforma Fornero.
Il governo Prodi introdusse la flessibilità nel 1997. Poi Draghi, lodato dal Pd, ne chiese altre dosi. Salvo ammettere l’errore.
Il parere del Consiglio a ottobre: molti dubbi sulla paga minima. L’esperto Francesco Rotondi: ci vuole un sistema basato sul Pil pro capite.
Società assumono e gestiscono personale facendolo operare da remoto con retribuzioni rapportate a costo della vita e fiscalità di dove si vive. Ad esempio nelle Filippine: là si viene pagati un quarto rispetto a noi.
I nuovi contratti firmati nel privato hanno compensato lo stop ai rinnovi per i dipendenti pubblici, compresi gli addetti di sanità e scuola. L’opposizione politica di Landini blocca circa 20 miliardi stanziati dal governo.
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