RUSSIA
Pagina 110
Il brusco risveglio dell’Orso russo serve agli Usa per rilanciare la Nato
Aver insistito tanto per portare Kiev nel Patto atlantico, senza credere alle minacce di Vladimir Putin, è stato un errore. Agli Stati Uniti però la propria leadership sembra interessare più del negoziato.
In Aula Draghi più falco di Zelensky che glissa sulle armi e la no fly zone
Il presidente chiede solo embarghi e il sequestro dello yacht dello zar. Il paragone con Genova, però, stizzisce il sindaco: «Noi già bombardati». I toni bellicisti li usa il premier: «Cremlino arrogante, giusti gli aiuti militari».Il grillino Vito Petrocelli molla…
Il Papa adesso fa sul serio e Zelensky cambia registro
Jorge Bergoglio lo chiama prima del suo intervento al Parlamento italiano: «Farò di tutto per fermare questa guerra». Il presidente ucraino abbassa i toni: non chiede armi né no fly zone. Paradossalmente più da falco la replica di Mario Draghi.…
Biden: «Mosca userà armi chimiche». Poi Washington si rimangia l’accusa
Il presidente domani nell’Ue: pronte altre sanzioni. Kiev rilancia l’incontro con Vladimir Putin.
Quante vittime è costato l’eroismo da salotto con le vite degli altri?
Da quando è iniziata l’invasione dico che per evitare la strage bisogna trattare. Dopo un mese di attacchi ai «pacifisti cinici», ora anche il «Corriere» ammette che per fermare il conflitto serve un compromesso.
Gli affari vincono sul bla bla delle sanzioni
L’Europa si è dichiarata all’unanimità a favore del popolo ucraino e contro l’aggressore russo. Però, mentre l’Italia continua a onorare gli accordi con rigore e diligenza encomiabile, nazioni come Francia, Germania e Regno Unito non rispettano l’embargo.
Nei bunker di Kiev ora la guerra si sente e i civili si armano
Tra racconti degli stupri e canzoni della resistenza l’odio sale. Mentre le prime schegge di mortaio sfiorano i palazzi centrali.
«Le sanzioni non sono efficaci. Fanno male a noi, non alla Russia»
Il professore Giulio Sapelli: «Grave errore della pseudo diplomazia americana cui si accoda l’Europa. Mario Draghi è troppo allineato a Washington».
Nel riarmo Roma si gioca la carta Tempest
Il nuovo scenario toglie all’Italia l’etichetta di sconfitta nella seconda guerra mondiale. Senza una strategia, però, il rischio resta quello della sudditanza all’asse tra Parigi e Berlino. Per questo è cruciale affermarsi nella corsa ai caccia di sesta generazione.