Meloni prenota il Quirinale
Il premier annuncia che un presidente della Repubblica di destra non è più tabù. Nella maggioranza già girano alcuni nomi. Ma il campo largo è pronto a tutto pur di vedere salire l’ennesimo candidato al Colle.
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Il premier annuncia che un presidente della Repubblica di destra non è più tabù. Nella maggioranza già girano alcuni nomi. Ma il campo largo è pronto a tutto pur di vedere salire l’ennesimo candidato al Colle.
Meloni: «Si può cambiare e avere un presidente della Repubblica non di centrosinistra, una notizia terribile per l’establishment». Futuro nazionale manda segnali d’apertura alla maggioranza mentre ai vertici di Fdi si cerca una cintura di sicurezza con Calenda.
Nel libro di Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello la storia di 80 anni di Repubblica. Con una Carta nata per avere governi poco stabili, il sistema cerca un Principe. Lo trova prima nei partiti. Poi, dopo Mani Pulite, si sposta sul Colle.
Il commissario Ue rema contro il suo Paese definendo ridicola la richiesta di flessibilità sulle regole di bilancio. E demolisce anche l’attuazione del Pnrr.
Il presidente: «Ingrediente fondamentale della democrazia». Che però era stata chiaramente sospesa negli anni passati. David Quammen: «Non abbiamo imparato nulla dal Covid». Infatti comandano sempre gli stessi...
L’ex premier svela: «Durante il Covid mio figlio si è ammalato: due anni a letto».
Duecentotrentacinque milioni possono bastare per far funzionare la macchina del Quirinale? A leggere il bilancio preventivo del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, si fa fatica. Si soffre. Per questo il budget del Colle è stato incrementato di 5 milioni…
Gaetano Brusa: «Mai accaduta una cosa del genere in 40 anni». Verranno sentiti pure i medici italiani del bimbo. Giorgia Meloni esausta: «Ai cittadini interessa ben altro».
Scandalo a scoppio ritardato (e sospetto) per un provvedimento simile a quello adottato da un sindaco nero e dem di New York, Eric Adams.
L’ex commissario all’emergenza Covid, uomo di Conte, è nel cda dell’Ente senza l’assenso di tutti i soci. Sarebbe stato voluto da Saverio Garofani, noto consigliere di Sergio Mattarella. Per lui compensi da oltre 250.000 euro.
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