Trump fa la voce grossa con Putin: «Senza pace, dazi sul tuo petrolio»
Il presidente americano è «arrabbiato» con lo zar (ma presto lo chiamerà). E pensa al terzo mandato.
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Il presidente americano è «arrabbiato» con lo zar (ma presto lo chiamerà). E pensa al terzo mandato.
Lunedì a Riad (non più a Gedda) si parlerà di sicurezza e grano, temi cari ad Ankara. Crimea contesa.Pressing americano su Teheran: intesa sul nucleare entro due mesi. L’obiettivo è coinvolgere il Cremlino nei negoziati in cambio di un ammorbidimento…
In Europa si cerca di ridimensionare l’intesa tra Trump e Putin. Eppure Washington sta ottenendo ciò che voleva: staccare Mosca da Pechino e ridisegnare il Medio Oriente.
Dopo il colloquio di martedì con Putin, il tycoon ha telefonato ieri al leader ucraino. E ha proposto di porre i suoi impianti atomici sotto il controllo degli Usa. Già effettuato uno scambio di 372 prigionieri. Domenica ripartono i negoziati…
Tre ore di telefonata tra i due leader: cessate il fuoco parziale e immediato avvio di negoziati per l’assetto permanente. Mosca chiede lo stop alle forniture belliche a Kiev, Macron e Scholz: no, si continua. Von der Leyen insiste: «Bisogna…
Dialogo positivo tra i leader che attuano il «cessate il fuoco energetico e infrastrutturale». Gli Usa spingono il Cremlino a staccarsi da Pechino. Mosca: «Il mondo è più sicuro». Medio Oriente, intesa sul ruolo dell’Iran.
Lo zar ha visto Lukashenko e incontrato, a porte chiuse, l’inviato Usa Witkoff. Ribadita l’intenzione di parlare con Donald. Che spinge: «Deluso se Mosca rifiuterà la tregua».
Volodymyr Zelensky vicino alla firma dell’intesa con gli Usa per lo sfruttamento dei minerali ucraini. L’Europa insiste: «Serve la forza». Ma intanto sull’ingresso di Kiev nell’Unione la presidenza di turno polacca frena.
Ue sdegnata per i colloqui a Riad. Dove Kiev è un pretesto. Il fine è far controllare il Medio Oriente ai sunniti, arginando l’Iran.
Piano in tre fasi, prime intese: Kiev nella Ue ma non nella Nato. Però in Ucraina si dovranno tenere le elezioni rinviate da un anno e che difficilmente il presidente può vincere. Intanto lui rientra precipitosamente in patria: l’inviato americano…
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