Anche Mosca necessita di garanzie
Da 20 anni a questa parte, la Federazione è vittima di provocazioni e patti non rispettati. Perciò è lecito che pretenda maggiori sicurezze per il suo popolo, fuori e dentro i confini.
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Da 20 anni a questa parte, la Federazione è vittima di provocazioni e patti non rispettati. Perciò è lecito che pretenda maggiori sicurezze per il suo popolo, fuori e dentro i confini.
La comunità internazionale guarda ancora al Sultano per il suo ruolo di mediatore tra Russia e Ucraina. Ma questo tavolo è solo l’ultimo che vede la Turchia come perno nelle mediazioni delle crisi, dal Caucaso al Medio Oriente, dai Balcani…
Dopo settimane di tira e molla, questa può essere quella decisiva: la telefonata tra lo zar e Erdogan crea le premesse per sedersi al tavolo. E Zelensky ci sta: «Aspetto Putin personalmente». Ora sperare si può.
Usa pronti a dare la penisola a Mosca, i «volenterosi» si oppongono. Persino il sindaco della capitale ucraina evoca la cessione. Il tycoon: «Zelensky capisce, oggi potrei parlarci». Witkoff da Putin: «Siamo più vicini».
Oltre alle 24 ore di pausa nelle azioni belliche, le trattative accelerano: scambio di prigionieri tra Russia e Kiev. Intanto l’America lima gli accordi sulla Crimea e include i «volenterosi» nella gestione del post conflitto. Da domani inizia una settimana…
Tycoon spazientito dalle lungaggini sulla pace poste da presidente ucraino e zar, quest’ultimo di nuovo vicino a Pechino. Nonostante ciò, il principale negoziatore del Cremlino vola a Washington per incontrare Witkoff.
Bruxelles mira a indottrinare i giovani usando l’agenzia anti bufale. Kallas rivendica il metodo della paura e ricatta Madrid: «Ha avuto tanti aiuti col Covid, sostenga il riarmo». La stampa italiana denigra i pacifisti.Mosca: «Proposte americane inaccettabili». Pechino: «Tra noi…
Per il quotidiano, il ruolo dell’amministrazione dem è stato più profondo di quanto si creda, con addirittura ufficiali statunitensi presenti vicino al fronte. L’Ucraina prende tempo sulle elezioni presidenziali. Vladimir Putin: «Telefonata con Trump? Non è in agenda».
Il presidente americano è «arrabbiato» con lo zar (ma presto lo chiamerà). E pensa al terzo mandato.
Lunedì a Riad (non più a Gedda) si parlerà di sicurezza e grano, temi cari ad Ankara. Crimea contesa.Pressing americano su Teheran: intesa sul nucleare entro due mesi. L’obiettivo è coinvolgere il Cremlino nei negoziati in cambio di un ammorbidimento…
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