Un inno razionale alla centralità del Mistero
Dal pontefice emerito un manifesto alto e profondo che ridà forza e orgoglio alla presenza dei cristiani.
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Dal pontefice emerito un manifesto alto e profondo che ridà forza e orgoglio alla presenza dei cristiani.
L'esplosivo documento di Benedetto XVI testimonia una sua attenzione ancora vivace e combattiva ai destini di San Pietro. Nelle sue parole riecheggiano anche i «dubia» dei cardinali. È un testo destinato a sconvolgere gli equilibri della Curia.«L'Osservatore Romano» relega la…
Se il prelato fosse prosciolto dalle accuse di abusi sessuali, salterebbero le teste dei suoi nemici. A partire da quella del suo rivale, il cardinale Domenico Calcagno.
Nel libro inchiesta Sodoma Frédéric Martel scrive che a spingere il Papa all'addio sarebbe stato qualcosa scoperto durante la visita a Cuba. «Il fatto che alti prelati siano gay favorisce ricatti e omertà».
Esce in Italia L'opzione Benedetto del saggista Rod Dreher, che ha infiammato il dibattito americano. Una strategia per non farsi sommergere in una società divenuta sempre più ostile a fede e tradizione.
Il cardinale Usa Raymond Leo Burke: «Il testo del vescovo è sconvolgente, bisogna indagare e dare risposte per superare la crisi. Le carte di Ratzinger sulla lobby gay? Non so dove siano finite».
Nel suo ultimo libro, Antonio Socci dà una lettura controcorrente della storica rinuncia del 2013. Dalla scelta di non tornare cardinale alle benedizioni, il Pontefice emerito non ha smesso di regnare. E ha una missione.
Dalla rivista «First Things» nuovi sospetti sul caso che spaccò la Papal foundation: nel cda dell'ente l'ex cardinale votò 4 volte per sbloccare il maxi aiuto milionario chiesto dalla Curia per coprire il buco dell'Idi. Ma era già indagato per…
Gerarchia riunita in fretta sull'emergenza molestie. Significa che la Santa Sede non trascura lo sconcerto provocato dagli scandali. Però pregare per nascondere la vergogna non basta più: serve un cambiamento.
Nell'ansia di screditare l'autore del documento, Andrea Tornielli finisce per mollare pure Joseph Ratzinger. E attribuisce a Carlo Maria Viganò la firma (inesistente) della «Correctio filialis».
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