Bergoglio continua a migliorare La Chiesa prepara la «lungodegenza»
Il Papa fa ancora progressi, di questo passo potrebbe essere sciolta la prognosi. Ma c’è un dubbio: poi in che stato sarà?
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Il Papa fa ancora progressi, di questo passo potrebbe essere sciolta la prognosi. Ma c’è un dubbio: poi in che stato sarà?
Niente crisi respiratorie e parametri sanguigni sempre uguali: le condizioni del Papa rimangono critiche ma stazionarie. Attesi i risultati della Tac ai polmoni. Convocato un concistoro per nuove canonizzazioni.
Le parole del cappellano dell’ospedale, «serve speranza contro ogni speranza», avevano fatto temere il peggio per Bergoglio. Il bollettino medico poi riferisce di «ossigenoterapia ridotta» e valori confortanti dalle analisi. Però il quadro è sempre serio.
Il Santo Padre resta in prognosi riservata, sempre necessario l’ossigeno. Primi lievi segnali positivi a livello polmonare. Spunta un’insufficienza renale. «Bergoglio è vigile e ha partecipato alla messa domenicale».
A causa di una «crisi respiratoria asmatiforme prolungata nel tempo», applicato ossigeno ad alti flussi al Pontefice. Dagli esami è emersa una piastrinopenia. Il quadro clinico ora è «critico» e la prognosi riservata. Le dimissioni tornano all’ordine del giorno.
I medici del Gemelli confermano la polmonite bilaterale e un miglioramento generale. I rischi però restano: «I germi non devono andare nel sangue». Prolungata la degenza. Smentito l’incontro con Parolin e Ghirlanda.
Il bollettino medico parla di «lievi miglioramenti» ma il quadro clinico resta molto complesso. Ci sarebbe stata una riunione col cardinal Re, decano del collegio cardinalizio, incentrata sul conclave. La Meloni 20 minuti al Gemelli: «Papa vigile e reattivo».
Bollettino poco rassicurante: Francesco era stato ricoverato per bronchite, però l’infezione si è estesa: «Terapia complessa».
Facciamo i conti con un nuovo conflitto tra potere politico e potere pastorale. A incarnarlo due «uomini forti» che, sulla carta, difendono i nostri interessi, ma con visioni del mondo spesso antitetiche. Il pragmatismo di Donald, però, vince sulla vaghezza…
Bergoglio ha dichiarato guerra a Donald, ma i cattolici Usa sono spaccati: la linea filo cinese adottata dalla Santa Sede lascia perplessi molti prelati statunitensi.
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