Timmermans molla l’Europa. E la Von der Leyen pensa a Gentiloni come erede verde
Il commissario si candida alle elezioni in Olanda e si lascia alle spalle il Green deal, sempre più traballante: ora il dem sembra destinato a ricevere le sue deleghe.
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Il commissario si candida alle elezioni in Olanda e si lascia alle spalle il Green deal, sempre più traballante: ora il dem sembra destinato a ricevere le sue deleghe.
C’era chi annunciava spread in rialzo, la revoca dei fondi del Pnrr e altre sciagure. Invece la mancata approvazione della riforma dell’ex fondo salva Stati permette al nostro Paese di porre condizioni sul futuro Patto di stabilità e sugli equilibri…
Ecco cos’ha portato al -30% delle azioni di Siemens Energy. Tutto il settore soffre per inflazione e problemi di fornitura. Eppure i commissari Ue restano ciechi.
Il premier delude chi spinge per la ratifica: «Non ha senso parlarne senza conoscere le regole Ue su conti». E poi tira dritto sul presidenzialismo : «Con la legislatura posso rendere la democrazia italiana più solida».
Altro che occupazione: Cingolani è l’ad di Leonardo, Riotta collabora con Crosetto mentre Ruffini è ancora alle Entrate e Valentini fa il portavoce. Al Demanio è rimasta pure la cognata di Gentiloni.
Nelle Raccomandazioni della Commissione c’è un invito a rivedere gli estimi. Ora ce ne infischiamo, ma la trappola può scattare con le regole sui conti pubblici.
Con un Paese in piena emergenza per l’alluvione, l’Europa ci chiede di tagliare i sussidi contro i rincari energetici e di usare i risparmi per abbattere il deficit pubblico. Pressing anche sulle concessioni balneari e per smontare la flat tax.
La riforma di Bruxelles cancella l’esenzione dai dazi per le transazioni commerciali inferiori ai 150 euro.
Mentre gli stranieri portano violenza nelle nostre città, i galletti francesi (male abituati dall’arrendevolezza di Paolo Gentiloni e compagni e ossessionati da Marine Le Pen) tornano a sparare sul governo italiano. Ora hanno rotto.
Chi parla di deriva autocratica ignora i voltagabbana e l’instabilità delle legislature. L’elezione diretta del premier è utile e ci avrebbe risparmiato D’Alema, Monti e Letta.
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