Criticano chi chiede la didattica online per coprire il ritardo sulla Rete veloce
Durante il lockdown il Miur poteva cablare la fibra in ogni scuola. Invece la gara parte il 23 novembre e i lavori finiranno nel 2023.
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Durante il lockdown il Miur poteva cablare la fibra in ogni scuola. Invece la gara parte il 23 novembre e i lavori finiranno nel 2023.
Giornalisti e politici, da Alan Friedman a Pier Ferdinando Casini, per anni hanno sostenuto a gran voce la «resistenza ucraina» invocando l’invio di armi. Adesso, senza fare un plissé, dicono che è «ovvio» che Kiev non può vincere.
A memoria non ricordo un presidente del Consiglio che abbia preso l’aereo e si sia fatto otto ore di volo di andata e otto di ritorno, sorvolando l’Atlantico, per sedersi davanti a un signore che fra 15 giorni si insedierà…
Antonio Tajani torna alla carica, ma sbaglia bersaglio. Molti sudamericani, grazie ad avi di secoli fa, ottengono il passaporto pur non avendo mai messo piede nel nostro Paese. Così possono pure votare e avere la pensione. Urge una legge per…
Pronti, via: come indicato da Magistratura democratica, le toghe non convalidano i primi «trattenimenti» in Albania perché non ritengono «sicuri» i Paesi d’origine. Il premier non ci sta: «Questo deve deciderlo la politica, lunedì faremo un cdm apposta».
Ci avevano detto che Internet e i social erano il tempio del libero pensiero. Ora è ufficiale: quelli che danno lezioni di democrazia a tutti hanno tappato la bocca alle voci scomode. Facendo sparire 20 milioni di file.
Il dotto primo ministro in carica ha detto che si impegnerà «per proteggere i francesi da qualsiasi esecutivo» che includa il Rassemblement national e La France insoumise. Che, insieme, fanno due terzi dei voti espressi.
«Il Pd si oppone con forza all’autonomia differenziata che indebolisce la coesione sociale, impoverisce le aree interne e il Sud nel campo della sanità, della scuola, dell’occupazione e delle politiche energetiche. In una parola: spacca l’Italia».
Il nuovo filone d’inchiesta e le accuse dell’aspirante sindaco grillino mettono a tacere tutte le polemiche strumentali.
Inutile «regalare» altri sussidi, piuttosto il governo dovrebbe convincere i signori di Torino a restituirci il marchio d’auto che hanno ricevuto quasi in regalo. Con il partner straniero giusto rinascerebbe.
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