Zuppi fa l’imparziale ma ridacchia: «L’equilibrio dei poteri è al sicuro»
Il capo Cei: «Noi liberi dalla politica». Però celebra il No come eredità dei costituenti.
Il capo Cei: «Noi liberi dalla politica». Però celebra il No come eredità dei costituenti.
Il cardinale Matteo Zuppi, in tv, svela la fonte d’ispirazione della sua dottrina sociale sui migranti: gli «industriali dell’Emilia-Romagna». Ai quali fa comodo la manodopera a buon mercato, che riduce le paghe medie. Così poi la sinistra può invocare il salario minimo...
L’Assemblea sinodale chiede che «la Cei sostenga le giornate contro l’omofobia organizzate dalla società civile» e che «le Chiese locali promuovano il riconoscimento delle persone omoaffettive e transgender, superando discriminazioni in ambienti ecclesiali».
Il cardinale, con il benestare di Prevost, sgretola uno dei diktat più contestati di Francesco che vedeva come fumo il rito antico.
«Avvenire» dà spazio al direttore della Caritas, che sostiene il referendum.
Il capo della Cei scorda i distinguo: chiede cure palliative certe nelle regioni ed è contro norme che ledono la dignità dei fragili.
Stallo alle congregazioni, oggi apre Santa Marta. Maradiaga lascia Roma deluso: teme una rivincita dei tradizionalisti. Lettera di un sacerdote: «Basta pedofili».
Il vaticanista Aldo Maria Valli: «Parolin ha sulla coscienza il rapporto con la Cina, Zuppi gioca a fare il leader ombra del Pd. Invece Pizzaballa è credibile: cita spesso Cristo, non è scontato».
«Avvenire» celebra il trionfo elettorale, in chiave anti Donald Trump, del liberale Mark Carney. Che non si distaccherà dai disastri di Justin Trudeau su inclusione, green e lotta alla Russia.
Il fondatore Andrea Riccardi, amato dal Pd e noto filocinese, punta su Matteo Zuppi (e José Tolentino de Mendonça).
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